Piccoli esperimenti di felicità

Piccoli esperimenti di felicità

In un ospizio è più facile trovare vecchi che si lamentano di tutto e tutti piuttosto che vecchi che vivono sereni. L’idea che invecchiando si diventi saggi non è poi così vera, l’abbondanza di tempo lascia alla maggior parte dei coinquilini un sacco di tempo per spiare, criticare, mugugnare. Meno male che il buon amico Evert, grande bevitore e cinico conoscitore del mondo, ha un modo speciale di prendere la vita, la vecchiaia, la malattia e la degenza. Col suo cane Mo, più decrepito di lui. Ce ne sono anche altri, di nonnetti sprint, la compagnia non è così malaccio. Anzi: un bel giorno si presenta in ospizio anche Eefje, una bella attempata signora amante della lettura e della musica. Ovvio che debba entrare di diritto nel Ve-ma-mi-mo, il ristrettissimo club dei Vecchi Ma Mica morti. Un manipolo di amici che, tra minigolf, mostre, cene e grandi bevute riesce a dare un senso alle giornate della terza (quarta?) età. E perfino del filo da torcere all’inflessibile direttrice dell’istituto. Amaramente però, se l’amicizia può ridare la gioia di vivere, non può ridare il tempo…

Innamorarsi a 83 anni suonati. Comprarsi una carrozzella a motore per andare a tutta birra per strada. Inventarsi un club per combattere l’apatia e darsi un obiettivo, perché la vita senza scopo non può essere vissuta. E poi scrivere un diario. Roba da adolescenti? Errore. Roba da donne? Sbagliato di nuovo. Qui a impugnare la penna è un ultraottuagenario olandese che, tra una partita taroccata di burraco e un toast fuori ordinanza, esplora un ventaglio straordinario di temi personali, familiari e sociali. Con tono leggero Hendrik Groen passa dall’amarezza per una vita che sfuma alla felicità di trovarsi con amici veri, senza dimenticare la ricerca di una via che garantisca, all’occorrenza, la dolce morte. Groen racconta la vita di un’intera comunità di anziani, rivela manie, pensieri, piccinerie ma anche straordinari slanci di umanità, solidarietà e affetto. Dolcemente commovente, a tratti doloroso ma anche pieno di meravigliosi esperimenti di felicità ben riusciti: perché la vita si vive fino a quando ce n’è.



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