Piccolo porco capitalista

Non c’è bisogno di un Nobel in Economia per gestire bene i propri soldi. La finanza segue una logica che chiunque può capire, il problema è che raramente ci viene spiegata in termini comprensibili. Ma è sufficiente sapere qualcosa in più su tutti i ruoli in gioco – su ciò che fa ogni attore del sistema, sui pro e contro di ogni prodotto finanziario, sulle regole e sui procedimenti – e tutto si fa più chiaro. Da dove cominciare però? Buona norma è fare innanzitutto un’analisi precisa delle proprie spese e tagliare sprechi ed eccessi, poi studiare bene la propria situazione contributiva per capire se si usufruisce di tutte le detrazioni o riduzioni delle quali si ha diritto. È necessario darsi obiettivi concreti, costituire un fondo per le emergenze, imparare a sfruttare a proprio favore il credito evitando di sovraindebitarsi, massimizzando i vantaggi di una buona storia creditizia. Meglio poi sapere come scegliere un mutuo e non esagerare con gli acquisti “a tasso zero”. E il conto in banca? Tenerlo lì senza farci nulla è uno spreco assoluto, anzi è una perdita di denaro: risparmiare è una grande conquista ma fermarsi lì significherebbe far solo metà del cammino. Il passo successivo è mettere i tuoi soldi al lavoro per te, ma naturalmente prima di investire devi avere ben chiari i rischi che correrai a seconda dello strumento finanziario che sceglierai…

È cominciato tutto ad una festa universitaria. Sì, una festa di ragazzi sui vent’anni, in Messico. Un barbecue in terrazza stracolmo di aspiranti giornalisti, musicisti, studenti d’Arte e imbucati assortiti. Musica, alcol, sigarette, risate, flirt come in tutte le feste del mondo. In terrazza, due amiche fanno quattro chiacchiere. Ma quando Sofia accenna en passant ad Alejandra al fatto di avere già un gruzzolo investito in Borsa, quest’ultima ha una reazione inattesa (o forse no): si scandalizza. Prima di tutto perché a ventidue anni – secondo Alejandra – non si può e forse nemmeno si deve capire qualcosa di finanza. E soprattutto perché dai, è così squallido, una roba che ti aspetti da un porco capitalista, non certo da una giovane universitaria! Come fai a conciliare i sogni di un mondo diverso, l’ecologismo, l’anticonformismo con il capitalismo? I soldi puzzano, si sa. O almeno quando siamo giovani ci piace pensarlo, salvo cambiare idea più tardi. Ma se invece un giovane non si rassegnasse a questo luogo comune? Se volesse capirci qualcosa di investimenti, assicurazioni, conti bancari, mutui, risparmio, prodotti finanziari? Se volesse muovere i primi passi in questo mondo che fa così paura visto da fuori e farli muovere anche ai suoi coetanei? Troverebbe una bussola perfetta in questo saggio frizzante e innovativo, diretta emanazione di Pequenocerdocapitalista.com, il blog della giovane Sofia, che uscita dalla scuola “Carlos Septién” (quella che frequentava ai tempi della festa) ha conseguito un MBA in Francia presso la ESC Rennes School of Business e – dopo essere diventata una star dei social – con questo libro è arrivata ai vertici delle classifiche di vendita in Spagna, America Latina e Stati Uniti. Essendo pensato per lettori giovani, Piccolo porco capitalista è un manuale comprensibile per chiunque, anche e soprattutto per chi non ha mai capito un’acca di economia. L’approccio eminentemente pratico si è salvato anche con la traduzione malgrado le differenze nel sistema bancario e assicurativo: Aster Studio e Laura Delle Femmine hanno adattato mirabilmente il testo alla realtà italiana, rendendo il volume (che ha una grafica simpatica e un formato comodo, il che non guasta) uno strumento prezioso a tutte le latitudini. Ora non avete, non abbiamo più scuse.



 

 

 

 
 
 
 

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