A piedi nudi su Marte

A piedi nudi su Marte

È il 27 maggio del 1931: l’ingegnere ed inventore svizzero Auguste Piccard, professore di Fisica a Bruxelles, sale su una strana struttura sferica attaccata ad una gigantesca mongolfiera; l’ha progettata lui stesso, a partire dagli esperimenti fatti con i palloni aerostatici negli anni precedenti assieme a suo fratello gemello Jean Felix, tra lo scetticismo dei tanti che li ritenevano semplicemente folli. L’obiettivo dichiarato della missione è salire nella stratosfera per eseguire misurazioni sui raggi cosmici. La navicella è pressurizzata, e consente allo scienziato e al suo collaboratore Paul Kipfer di ascendere sino all’altitudine di 15781 metri. Il professor Piccard non sa che con quel volo ha appena inaugurato la corsa dell’Uomo verso lo Spazio… Oggi, meno di un secolo dopo quell’epica avventura, dopo aver messo piede sulla Luna e scoperto molto del nostro Sistema solare -e della stessa nostra Terra- grazie a missioni spaziali frutto di ingegno ed errori anche tragici, stiamo studiando il modo di far arrivare un equipaggio umano su Marte, inviando rover (veicoli equipaggiati con strumenti scientifici) sul pianeta rosso, provando a risolvere problemi inerenti la progettazione di un razzo abbastanza potente per un viaggio così lungo, la possibile prolungata esposizione degli astronauti alle radiazioni e… la coltivazione di ortaggi sul suolo marziano senza che il perclorato, fortemente tossico, presente nei campioni raccolti dalle sonde, li contamini: stiamo cercando le risorse e approntando le tecnologie per diventare una specie multiplanetaria…

Adrian Fartade è nato in Romania nel 1987 e dall’età di 15 anni si è stabilito in Italia. Laureato in Filosofia e Storia presso l’Università di Siena, nel 2009 ha creato il portale di divulgazione astronomica Link2Universe, a cui ha affiancato nel 2012 il canale YouTube Link4universe, attraendo il pubblico della rete tramite video scanzonati e coinvolgenti (la videorecensione del film Interstellar ha totalizzato oltre 180.000 visualizzazioni!) divenuti in breve tempo punti di riferimento per astrofili e cultori di fantascienza; completa l’attività divulgativa mettendo in scena monologhi teatrali e collaborando con programmi radio e Tv. Il libro è un coinvolgente e ben documentato viaggio sulle ali delle sonde interplanetarie, ricco di curiosità ed aneddoti sui pianeti del sistema solare interno (Mercurio, Venere, Terra, Marte), sulle loro lune e sul Sole, narrati con tono scanzonato e divertente, diretto alla platea dei ragazzi (magari un po’ nerd) appassionati di astronomia, ma godibile anche per chi ha alle spalle qualche anno in più. Particolarmente ispirato è il capitolo sulla nostra Luna, e sull’epopea della “corsa allo Spazio” che si è svolta sullo sfondo della Guerra fredda tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. L’entusiasmo con cui l’Autore si districa tra missioni riuscite e ripetuti fallimenti (contrassegnati con l’hashtag #maiunagioia!) è contagioso, e restituisce, in questo periodo di incertezze, il significato profondo dell’aforisma di Stephen Hawking: “Ricordate di guardare le stelle in alto, non i vostri piedi in basso: cercate di dare un senso a quel che vedete e fantasticate sul perché esista l’Universo. Siate curiosi”.



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