Pilone

Pilone
Jiggs è un pilota di volo acrobatico squattrinato che vive alla giornata. L’unica cosa che lo fa andare avanti è la sua passione per le gare di velocità in aria. La sua condotta bizzarra si riflette anche sulla sua vita amorosa: vive infatti consapevolmente un triangolo amoroso con Laverne, una bionda mascolina che lo segue durante le sue gare, e con Shumann, pazzo paracadutista in caduta dalle carrette volanti. Alla famiglia allargata si aggiunge poi un bambino, nato per una scommessa al gioco tra i due maschi. I quattro strampalati vagabondi si trovano a passare per la città di New Valois, in cerca di qualche ingaggio che faccia loro sbarcare il lunario. Incuriosito dal bizzarro carrozzone, un cronista del quotidiano locale tenterà di intrufolarsi nella vita privata dei quattro personaggi e di capire come funziona lo strano mondo dell’aviazione acrobatica. Anche se in un primo momento il direttore del giornale non crede nelle potenzialità della storia e nell’interesse che possa suscitare nei lettori della sua testata, il testardo cronista riuscirà a spuntarla e a consegnare alle stampe le cronache di un mondo bizzarro, fatto di passione, pazzia e disprezzo del pericolo, che assale e incombe su ogni gara. La velocità delle carrette volanti su cui viaggiano i protagonisti costituisce infatti un rischio che solo pochi temerari possono correre: il pilone che delimita i giri e segna la classifica nelle gare di volo non è solo il riferimento per la vittoria monetaria, ma è un costante monito contro la più grande delle sfide, quella contro la morte...
Pilone (tradotto precedentemente al pubblico italiano con il titolo Oggi si vola) non è il solito Faulkner. Dimenticate le atmosfere del delta del Mississippi che hano reso celebre il premio Nobel americano. Qui non ci sono contadinotti che viaggiano tra blues sconsolati e maledizioni ad un dio che non li ha mai capiti, bensì c’è una New Orleans visionaria e impregnata di maschilismo, di vite senza altro scopo che non sia la soddisfazione di istinti primordiali quali sesso, fame o sfida delle regole sociali. Tutti i personaggi sono degli antieroi, sempre alla ricerca dell’eccesso, sia questo il superamento della velocità o la sbronza che non perdona e che fa uscire momentaneamente dal reale. Un Faulkner quasi noir che sperimenta e inserisce nel testo dei lunghi flussi di coscienza, non cita più la Bibbia, bensì la letteratura contemporanea (uno su tutti Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock di T. S. Eliot). In più c’è un costante e insistente maschilismo che a molti ricorderà (già dal chiaro simbolo citato nel titolo) le esegesi di Freud. Nella splendida traduzione di Materassi, quest’opera si affianca ai più noti capolavori dello scrittore americano e sorprende per la sua capacità di coniugare molteplici stili letterari che si intersecano in un continuum che va dal reportage al sogno, dalle descrizioni tecniche ai dialoghi crudi che anticipano il postmodernismo della narrativa americana contemporanea. Sorprendente.

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