Pink Moon

Pink Moon
Un disco che nel 1972 è passato inosservato, ma che col passare del tempo ha segnato le carriere di centinaia di musicisti e le vite di migliaia di appassionati del culto Drake. Pink Moon è un album folk, registrato in soli due giorni quasi in presa diretta, senza ritocchi. Gli ingredienti minimali sono una chitarra, un accenno di pianoforte e una voce che da sola conia un nuovo modo di pensare il genere. Nick all’età di ventisei anni, dopo aver provato a sfondare con Bryter Layter e Five Leaves Left (i primi due album) tenta il tutto per tutto e anche se è strafatto di antidepressivi varca la soglia dello studio Sound Techniques e registra a sua insaputa un disco storico. Dopo due anni, probabilmente a causa dell’ennesimo insuccesso di vendite e della miopia della critica - che snobba totalmente il suo operato -, si suicida nella tenuta di Far Leys del villaggio contadino di Tanworth-in-Arden, nelle campagne del Warwickshire a sud-est di Birmingham, in Inghilterra. L’album è cortissimo: undici tracce per un totale di ventotto minuti, un mistero di semplicità e di citazioni nascoste di sentimenti intricati e di un piccolo grande mondo onirico. La storia d’amore andata in frantumi per Sophia Ryde, i rimandi alla dipendenza dalle droghe, l’insoddisfazione per la vita vissuta in città e altri temi che sarebbero banali per un tardoadolescente studente di college, nella sua voce e nel suo peculiare stile chitarristico si cristallizzano in un gioiellino che esce dal tempo e diventa classico…
Data l’assenza di interviste o di dichiarazioni scritte dello stesso Drake, l’autrice (giornalista e critica musicale di numerose testate americane quali Pitchfork, Spin e Village Voice) esamina il disco secondo la sua esperienza personale, aggiungendo alla storia le dichiarazioni di musicisti e di operatori del settore. Tra gli altri Tim Rutili dei Califone, M Ward, Lou Barlow dei Dinosaur Jr., Curt Kirkwood dei Meat Puppets e Robyn Hitchcock dei Soft Boys. In più c’è anche una riflessione sull’improvvisa ‘drakemania’ del 2000: dopo che la traccia Pink Moon è stata usata per uno spot televisivo (trasmesso solo in America) di una nota marca di automobili, le vendite dei suoi album aumentano del 500% in dieci settimane. Il saggio tenta di esplorare un mistero da diversi punti di vista e più che un puntiglioso saggio musicale standard è un tributo all’impenetrabilità di una testimonianza sonora, “di quanto l’arte, quando è buona e significativa, possa essere rilevante”. Il critico musicale Antonio Puglia aggiunge in coda una preziosa postfazione sul ‘fenomeno Drake’ in Italia.

 

 

 

 
 
 
 
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