Pisa connection

Pisa connection

Giovanni Balestri è esattamente dal primo luglio del novantasei intorno alle sei del mattino, che ha preso a chiamarsi Jimbo. Era successo dopo un concerto con i suoi Dee.Spretz nel più squallido locale di Forte dei Marmi. Tra la noia del risicato pubblico presente e la pesantezza per il loro repertorio decadente e decaduto, la sua attenzione per tutta la durata della performance era stata focalizzata su due ragazze punk inglesi che parevano viceversa divertirsi un mondo. Le due lo avevano trascinato a fine serata nel loro camper, dove tra rottweiler e punkabbestia strafatti di crack, Giovanni aveva fatto appena in tempo a dare due tiri ad un calumet prima di darsela a gambe, appena in tempo per non essere risucchiato nell’orgia in divenire. Nel racconto della serata ai suoi amici il “Jonny Boy” che avevano usato le due tossiche per apostrofarlo era diventato presto “Jimbo”. E così ora troviamo Jimbo con la scimmia dell’astinenza sulla spalla proprio durante un amplesso con Fatjona, la sfatta prostituta albanese che esercita nel suo camper presso il sottopasso della ferrovia a pochi metri da Mirigliano pisano. Il fatto è che dell’ultima dose di anfetamina che era convinto di avere ancora in tasca ora non c’è traccia. Un bel guaio, visto che il suo portafogli è più scheletrico del suo fisico provato dalle anfetamine. Che fare?

In una Pisa eccitata e messa sottosopra dall’imminente comizio elettorale del Presidente del Consiglio in persona il tossicodipendente Jimbo cerca di districarsi in tutti i modi (im)possibili per trovare la sua dose di anfetamina perduta. Questo il canovaccio bizzarro che fa da soggetto all’ottimo lavoro di Simone Giusti, capace di scaraventarti in questa sorta di Paura e delirio a Pisa popolato da un bestiario caleidoscopico di personaggi incredibili, talmente ottimamente calibrati e costruiti da non lasciarti possibilità di uscirne vivo. Ovvia la simbiosi empatica che si crea con il protagonista - tanto da dover mitigare durante la lettura la sua astinenza paranoica e delirante con parecchia nicotina -, meno ovvia e perciò piacevolissima l’empatia con i caratteristi che accompagnano Jimbo nell’evoluzione della storia. La Palma d’oro come migliori attori non protagonisti va all’appuntato Salvatore Scognamiglio e al brigadiere Rudy Galan, i due carabinieri messi su da Giusti, capaci alla fine di farti desiderare uno spin off solo per loro due. Una full immersion davvero godibile e spassosa questa lettura, nella quale l’aria si fa satura e sempre più corrosiva pagina dopo pagina, fino alla detonazione finale. Unica avvertenza: a fine lettura si rischia seriamente l’astinenza!



 

 

 
 
 
 

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