Politics

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Nana è una bellissima studentessa di Architettura di Londra, con gusti raffinati, profonde insicurezze ed un amore grande così per il padre. Moshe è un brillante, ironico attore di origine ebraica con qualche chilo in più. I due iniziano una relazione sentimentale, che viene ad un certo punto 'arricchita' dall'arrivo di Anjali, una ragazza bisessuale anglo-indiana. Il menage a trois che ne segue complica dannatamente le cose. Chi ama chi? Perché? E soprattutto, come?
"L'avvenimento successivo di questa storia è un pompino. Immagino che la cosa possa essere giudicata positiva oppure disdicevole. Personalmente, credo che sia una cosa positiva. Questo non perché io consideri i pompini una cosa intrinsecamente positiva. Cioè, in effetti penso che i pompini siano una cosa positiva, raramente sono contrario ad un pompino". Bluff o genio? La critica letteraria anglosassone si è spaccata su Adam Thirlwell, che ha avuto il grande merito (o la grande colpa, a seconda dei punti di vista) di essere entrato nella prestigiosa lista dei 40 'Granta Best Young British Novelists' prima ancora di pubblicare questo suo romanzo di esordio, solo grazie ad un 'anticipo' di 12 pagine (il capitolo riguardante la fellatio, per la precisione). Da questo onore tributatogli 'sulla fiducia' sono derivati sospetti, perplessità, diffidenze, ma anche dichiarazioni d'amore, inni, applausi, paragoni lusinghieri. Il ragazzo sa scrivere, senza ombra di dubbio. Cambia registro continuamente, alternando sequenze torride (ma al tempo stesso di una innocenza disarmante) a digressioni brillanti, e soprattutto ammalia il lettore con un uso inconsueto ma molto charmant della voce narrante: man mano che le dinamiche relazionali del trio dei protagonisti guadagnano in complessità, Thirwell (dando per scontato che sia proprio lui la voce del narratore, anche se la cosa non è mai esplicitata) racconta aneddoti storici su Mao, Stalin, Gramsci, Vaclav Havel, Mikhail Bulgakov e Hitler, usandoli per individuare perfette simmetrie tra il macroscopico ed il microscopico, tra la Storia con la S maiuscola e la storia di Nana, Moshe ed Anjali. Sentenze ironiche, disincantate o furbescamente tenere chiosano il tutto, in una sorta di meta-narrazione che ricorda spesse volte certi momenti di Milan Kundera (che non a caso Thirwell cita onestamente tra i suoi modelli). Politics è un libro sul sesso? L'autore tiene a precisare (nel libro stesso, a conferma del suo bizzarro metodo fuori-dentro-dalla-fiction) che è un libro sulla gentilezza, sulla moralità e sull'amicizia. Vero, ma c'è anche molto sesso, occasionalmente anche poco canonico, per giunta. Ma - contrariamente a tanti romanzi degli ultimi anni - non è un sesso disperato, decadente, amaro di incomunicabilità: è un sesso vivo, umano (umanista, direi), intimo. E divertente: si ride molto, leggendo Politics. Difficilissimo predire il futuro di una voce così originale, che è attesa ad una perigliosa ed impegnativa conferma su così alti livelli. Nel frattempo, godiamoci questo libro.

 

 

 
 
 
 
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