Polvere di Luna

Polvere di Luna

Pat non si considera un capitano, preferisce definire il suo Selene un “battello”. Alcuni, invece, lo chiamano “nave” o addirittura “lunabus”, ma si tratta solo di una piccola navicella spaziale e poco più. Insieme al suo Selene, Pat non fa altro che scarrozzare turisti e viaggiatori in giro per la vecchia Luna. L’uomo comune sarebbe portato a sottovalutare i paesaggi lunari, come se non avessero nulla da offrire alla vista. Non è così: la vecchia Luna riserva sempre un sacco di sorprese ed è uno spettacolo quotidiano in grado di soddisfare qualsiasi turista. Ecco perché anche oggi i turisti affollano i sedili del Selene, li aspetta uno spettacolo imperdibile laggiù nel Mar della Sete. Pat pregusta già il piacere di vederli ammutolire davanti a quella sterminata distesa di polvere bianca circondata da acuminate creste rocciose. Pat avvia i motori e inizia la manovra per uscire dallo spazioporto, sarà l’ennesima, tranquilla, giornata di lavoro. O no?

Pubblicato nel 1961, candidato al premio Hugo come miglior romanzo nel 1963, pubblicato per la prima volta da Urania nel 1962 e ristampato più volte, nel 1974 e nel 1983. Un classico assoluto della fantascienza, insomma, una di quelle opere che trascendono il genere letterario per incontrare l’apprezzamento di qualsiasi lettore. Pur poco considerato dagli appassionati di Clarke, il romanzo è fra le opere migliori di questo grandissimo scrittore britannico. La Luna non è mai apparsa così reale e presente, come se davvero ci camminassimo sopra. Con il suo consueto stile così asciutto e semplice, Clarke riesce ancora una volta a non scrivere fantascienza. Il suo futuro è così vero da sembrare una sorta di “presente aumentato”, esce dalle pagine del libro e ricorda al lettore che tutto ciò è maledettamente dietro l’angolo. Non utopia, non stelle lontane o viaggi incredibili, ma banale cronaca quotidiana. I picchi aguzzi delle rocce lunari e i panorami mozzafiato sulle silenti pianure di polvere bianca potrebbero essere fuori dalle nostre finestre, solo un po’ oltre la linea dell’orizzonte.



 

 

 

 
 
 
 

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