Pony selvaggi

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Cambridge, 1938. Georges, francese, Horace, Barry e Cyril, inglesi, sono studenti giovani e brillanti, che si ritrovano a vivere al centro del mondo proprio nel momento in cui il mondo pare sul punto di collassare. In Europa i totalitarismi hanno preso il sopravvento e, quando i quattro stanno iniziando ad assaporare la spensierata vita del college, scoppia la Seconda guerra mondiale. Sono tempi frenetici, convulsi, e i ragazzi, loro malgrado, sono costretti a prendere parte al conflitto. Alcuni si trasferiscono a Londra, sotto una pioggia di bombe che pare voler radere al suolo l’intera città, e lavorano per il controspionaggio inglese di Hay Street. Altri devono combattere in battaglie atroci, come quella di Dunkerque: una vera e propria carneficina. La Guerra è capace di spezzare ogni cosa, ogni persona, ogni legame. Il tempo si è fermato, niente ha più lo stesso significato. La vita però continua, va avanti, non può e non deve interrompersi, e i ragazzi, separati gli uni dagli altri, sono affamati di amore e di esperienze. Così, nonostante il conflitto e le devastazioni, Georges trova Sarah, una giovane ebrea in fuga dalla Germania nazista, sopravvissuta al massacro della propria famiglia, e tra loro nasce qualcosa di grande. L’esistenza di tutti dunque va avanti, e intanto il mondo continua con i suoi sconvolgimenti; la Guerra Fredda, le rivoluzioni delle colonie per l’affrancamento dalla madrepatria. I ragazzi si tengono stretti tra loro, sebbene non vivano più vicini, e vanno in cerca di quell’amore, di quelle esperienze, di cui il mondo sembra quasi volerli privare…

Pony selvaggi è un capolavoro. È il racconto, scritto in modo magistrale, dell’intrecciarsi di esistenze intime e fragilissime in uno dei periodi più cruenti e difficili della storia del genere umano. È una storia di amicizie e di separazioni, di paure e di speranze, di angosce e di felicità. È una storia ricca di sfaccettature, agrodolce e profonda. È una storia sull’animo umano, ma allo stesso tempo ha la capacità di narrare fatti storici di portata immensa. Gli eventi fondamentali del Novecento, dallo scoppio del secondo conflitto mondiale agli anni Settanta, ci sono tutti, e fanno da sfondo in modo superbo. Una cornice che c’è, che si fa sentire, che segna inevitabilmente la storia, che non può e non vuole essere ignorata, ma che, nonostante tutto, non prende mai il sopravvento sulla vita dei cinque protagonisti. Déon, scrittore francese e opinionista letterario, è un maestro in questo. Con uno stile nient’affatto scontato, sobrio ed elegante ma anche ben capace di incidere indelebilmente nel cuore del lettore, racconta il secolo breve senza mai allontanarsi dai suoi personaggi. Li rende protagonisti assoluti della loro storia e allo stesso tempo della storia dell’umanità, in un intreccio formidabile e interessantissimo. Pony selvaggi è un romanzo spettacolare, in cui risiedono una sola storia e tante storie. È un romanzo da leggere e rileggere, un romanzo fondamentale.



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