Porci con le ali

Inizio anni '70. Antonia e Rocco, studenti sedicenni romani del Liceo Classico Mamiani, vivono prima ognuno per suo conto e poi insieme inquietudini e insicurezze esistenziali e sessuali: non solo derivanti dalla delicata fase della crescita che stanno attraversando, ma anche dal clima politico e culturale che li avvolge - stimolandoli e asfissiandoli ad un tempo - che pretende l'adozione di un modo 'nuovo' di vivere l'amore e il sesso che spesso cozza con gli istinti e le tradizioni sedimentate dentro di loro. Rocco è alle prese con la sua indentità sessuale incerta, che dopo le acerbe esperienze con l'amichetto di vacanze Luca lo portano a entusiaste esplorazioni omosessuali con il critico musicale Marcello e col coetaneo Roberto. Antonia, vera virtuosa della masturbazione che accompagna invariabilmente a fantasie romantiche e intrise di citazioni letterarie, ama sedurre uomini più grandi di lei, in uno strano mix di civetteria promiscua e femminismo militante. L'amore tra i due - che condividono anche la passione per il cinema e confusi ideali rivoluzionari da teenager impegnati - scoppierà tenero e violento, ma quando Rocco inizierà ad essere più aggressivo sessualmente arriverà anche la crisi, che porterà nuove esperienze, alcune ancora più traumatiche...

Porci con le ali fu scritto quasi per gioco da Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera, due giovani intellettuali di estrema sinistra che ne fecero circolare qualche copia firmata con gli pseudonimi Rocco e Antonia presso i propri amici. Ma l'editore Savelli, fiutando l'hit, volle inaugurarci la collana Il pane e le rose, e ne pubblicò una tiratura limitata di soli 6000 esemplari (divenuta ora preziosissima e ambita preda dei bibliofili) che andò a ruba e fu ripetutamente ristampata. L'originale mix di contestazione e erotismo teen deflagrò come una bomba nel panorama editoriale italiano, scatenando un 'caso' letterario e mediatico senza precedenti. Dal libro fu anche tratto un film che ebbe un'esistenza travagliata a causa della censura ma che comunque non riuscì a eguagliare la freschezza dirompente di questo manifesto di liberazione giovanile. La chiave del successo della strampalata storia d'amore tra Rocco e Antonia sta nella sua grande modernità, perché raccontando l'epopea sessuale e sentimentale di due adolescenti come tanti, i due autori (a proposito, nel racconto a due voci davvero interessante rintracciare le differenze stilistiche e contenutistiche tra le due linee narrative, con un Marco Lombardo Radice più plausibile nel suo pragmatismo smarrito da sedicenne rispetto ad una Lidia Ravera forse troppo intellettualistica perché la sua acerba liceale possa risultare davvero credibile) riescono a sottolineare con acume le discrepanze, le stonature, le inconciliabilità tra un dettato cultural-politico avanzato e anticonformista ma tutto sulla carta e una realtà di esigenze, comportamenti e aspirazioni inesorabilmente (naturalisticamente?) piccolo-borghesi. Apparentemente incuranti di tale modernità, Giame Pintor e Annalisa Usai, nella mia edizione originale Savelli, firmano una postfazione ('dialogo a posteriori') talmente intrisa di slogan e birignao anni '70 da renderne la lettura un'esperienza delirante, metà buffa e metà irritante. Io e te (e qualcun altro) tre metri sopra il materialismo dialettico.



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