Porno

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Simon David Williamson è stufo della solita vita nel sobborgo londinese di Islington. Meglio tornare a Leith, dove lo chiamano ancora “Sick Boy”: c’è una vecchia zia ansiosa di cedere il suo pub, lui potrebbe rilanciarlo. E poi c’è da trovare Renton e fargliela pagare. Nicola Fuller-Smith, per tutti Nikki, è una splendida ragazza di 25 anni che studia cinema e si mantiene lavorando in una sauna, dove distribuisce pugnette a clienti decrepiti. Spud è un debole e ricasca sempre nella droga. I suoi amici di una vita sono spariti. L’unico progetto che riesce a tenerlo lontano dalla roba è l’idea strampalata di scrivere una Storia di Leith, una storia popolare, non di quelle scritte da accademici borghesi. Begbie sta finendo di scontare la sua pena per omicidio, ed è ossessionato dall’idea di dar la paga a quel tiraseghe di Renton. Mark Renton è ancora in fuga dal suo passato. La fregatura ai suoi amici lo ha portato lontano, è ad Amsterdam e gestisce dei locali all’ultimo grido. È uscito dal tunnel dell’ero, ha scelto la vita, anche se si concede una sniffata ogni tanto. Forse anche per lui è giunto il momento di tornare a Leith. Cosa accade se Sick Boy si mette in testa di girare un film porno nel suo pub, con Nikki come attrice protagonista e Renton come socio, con lo scopo di sfondare nel cinema a luci rosse e di fregare il suo vecchio compare, per restituirgli il favore con gli interessi? Questa è l’origine di Sette troie per sette fratelli, un film di Simon David Williamson…

Se nell’opera prima di Irvine Welsh gli scoppiati scozzesi erano uniti da un legame viscerale, nel nuovo contesto ognuno fa il suo percorso individuale, incrociando gli altri solo quando può trarne vantaggio. Porno è l’estremizzazione di Trainspotting, che si era chiuso col tradimento di Renton, il passaggio dal celeberrimo slogan “scegliete la vita” a un più pragmatico “fotti gli amici”. La comitiva è ridotta a una manica di cani sciolti e famelici, ognuno a inseguire le chimere di una vita. La giovinezza è un lontano ricordo e l’unica certezza è che nessuno ha spiccato il volo: tutti sono tornati nel loro squallido e fetente sobborgo. In questo tipico romanzo corale welshiano giganteggia il grande manipolatore Sick Boy, carismatico e sicuro di sé, che ha una perfetta controparte femminile in Nikki, cinica e magnetica pornostar. Renton sembra un’altra persona, è cambiato con gli anni, è machiavellico ma anche umano. Sebbene il romanzo sia più maturo del precedente cult, forse a tratti l’autore esagera, e molte pagine potrebbero essere cancellate senza pregiudicare l’opera. Porno è una metafora della vita. Il porno è finzione, il porno è artefatto, il porno pone un solco fra la verità e la recitazione. Niente, però, è più finto delle nostre vite miserabili e delle maschere che indossiamo quotidianamente di fronte agli altri, per poterli fottere. Attendendo un film all’altezza, sempre con Danny Boyle alla regia, una cosa è certa: Irvine Welsh ha tirato fuori un’altra perla.

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