Portland souvenir

Una guida turistica sui generis, una selezione di luoghi – con tanto di dettagliati indirizzi - che lo scrittore Chuck Palahniuk considera fondamentali per conoscere al meglio la sua amata città: Portland, Oregon. I suggerimenti sono davvero molti e molto molto particolari: dalla casa auto-pulente (un'ingegnosa quanto macchinosa invenzione di una artista locale), al teatro dove va in scena da più di vent’anni il Rocky Horror Picture Show (le cui repliche sono accompagnate da strani riti di iniziazione), dalla ricetta dei fagioli all’occhio nero (che si possono gustare all’impareggiabile Delta cafè), al Portland Memorial (l’immenso cimitero dove l’autore confessa di aver scritto una parte del suo romanzo, Survivor), dal Rebuilding Center (dove è possibile acquistare nientemeno che... un impianto idraulico), al Movie Madness (un museo di memorabilia dove si possono ammirare tra le altre cose il coltello del film Psycho e il cappellino di Tony Curtis in A qualcuno piace caldo). Alla miniera di informazioni turistiche si alternano “cartoline” autobiografiche dove l’autore irrompe con brevi flash in cui mescola con il suo stile ricordi personali, flash emozionali ed aneddoti legati alla città.
Chuck Palahniuk – che è nato a Pasco in California ma che vive a Portland dal 1980, dove si è laureato – sceglie una forma inconsueta per raccontarsi e raccontare la sua città, una guida che assomiglia ad un trip, in cui segnala una serie di mete inconsuete ma estremamente significative. Scordatevi le solite informazioni noiose ed ingessate, dimenticate l’hotel di charme, il ristorante alla moda o l’avveniristico centro commerciale, qui troverete indirizzi in linea con la personalità a dir poco originale – a tratti oserei dire inquietante - del buon Chuck. Un divertissement che scorre sul filo sottile dell’autobiografia non senza un pizzico di autocompiacimento e una strizzatine d’occhio al marketing, in fondo bisogna pur vendere qualche copia... E’ cosa nota che Palahniuk ami ogni tanto spedire ai lettori che gli scrivono, come ringraziamento del loro affetto, un sorpendente cadeau: un pacco colmo degli oggetti più disparati: pupazzi, cioccolatini, semi per carote… Con questa premessa possiamo considerare questo volumetto, in apparenza velleitario, proprio come un regalo, da non perdere soprattutto per i numerosissimi fan – o dovrei dire feticisti - dello scrittore sparsi in giro per il mondo. Compresa la sottoscritta, ovviamente.

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