Prima dell’Apocalisse

Prima dell’Apocalisse
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Marie Thoulouze si trova in un luogo incredibilmente freddo con la netta e sgradevole sensazione di esserci già stata. Attorno a lei le persone parlano francese, ma un francese ben diverso dal suo, quasi arcaico. Il motivo è presto spiegato: davanti a lei si sta preparando un’impalcatura di fascine di legno intente nella pece. Marie è a Rouen, è il 30 maggio 1431 e si sta per verificare il rogo di Giovanna d’Arco… A San Francisco, sul famosissimo Golden Gate Bridge, l’agente Ramirez assiste al suicidio collettivo di trenta persone che si lanciano nel vuoto. A New York un uomo muore di malnutrizione in un appartamento di lusso. Un’ondata inspiegabile di suicidi si verificano in tutto il mondo, a migliaia di chilometri di distanza e in circostanze a dir poco surreali. In molte città sparse in tutto il mondo è comparsa una sinistra frase il cui significato appare indecifrabile: STIAMO DIVENTANDO. Stiamo diventando cosa? Chi? John Astor e il suo libro I fantasmi della nostra mente, nel quale viene profetizzata a tinte fosche l’imminente apocalisse, sembrano essere l’oscura regia dietro la lunga scia di sangue, secondo indiscrezioni l’FBI è sulle sue tracce, ma le cose sono molto più complicate: nessuno sa chi sia quest’uomo, o se esista veramente… Il dottor John Macbeth, psichiatra di fama internazionale e membro attivo dello straordinario Progetto Alfa che mira alla creazione di un’intelligenza artificiale, ben presto deve fare i conti con un altro bizzarro fenomeno. Da mesi, a Boston e nel resto del pianeta, moltissime persone comuni e senza patologie mentali soffrono di allucinazioni continuate, e la cosa sconvolgente è che queste non colpiscono singoli individui, ma spesso interi gruppi di persone. Anche il Presidente degli Stati Uniti d’America, Elizabeth Yates, soffre di questi disturbi. Se fosse un virologo o un oncologo, Macbeth indagherebbe sui fattori ambientali, ma in ambito psichiatrico non funziona così. Si tratta dunque di un virus? Che correlazione esiste fra le potenti allucinazioni, i suicidi di massa e la paventata fine del mondo, scenario che sembra ormai tutt’altro che da escludere?

Prendete Inception, il colossal di Christopher Nolan con Leonardo DiCaprio, aggiungete un tocco di Matrix, condite il tutto con misteriosi suicidi di massa che sembrano tutti collegati a un disegno più grande, come accadeva per la setta dei creedish in Survivor. Siete solo in parte vicini a Prima dell’Apocalisse, un romanzo che nella sua edizione originale intitolata Biblical è uscito nel 2014, e che giunge da noi edito dalla casa editrice Nord due anni dopo. Il libro sfugge alle definizioni categoriali, ma è indubbiamente fantascienza mixata abilmente a stilemi da thriller. Christopher Galt, nome di penna di Craig Russell, d’altronde è un autore di respiro globale, tradotto in moltissimi Paesi e che ha fatto le sue fortune proprio col genere thriller, con la saga Jan Fabel, ambientata ad Amburgo e trasmessa in forma di serie tv in Germania, e poi con quella di Lennox ambientata a Glasgow. Malgrado il volume sia prolisso e tutt’altro che votato alla stringatezza, non è mai pesante o noioso, e la narrazione è adrenalinica e serratissima. Potenzialmente potrebbe accontentare palati molto diversi: gli amanti del fantasy, della fantascienza, i lettori che apprezzano i riferimenti culturali e le teorie scientifiche a cui si fa riferimento, i patiti dei romanzi di avventura e dei thriller psicologici. Non è da sottovalutare neanche l’elemento soprannaturale, introdotto nella vicenda dalla storia di Corbin, il quale vede (o crede di vedere?) la vecchia proprietaria della sua dimora, morta moltissimo tempo prima in un fatto di sangue, aggirarsi per casa. La cosa certa è che un libro del genere non può lasciare indifferenti, e obbliga a ripensare e a mettere in discussione la nostra visione della realtà, dei fenomeni quotidiani che non ci spieghiamo, del significato che attribuiamo ai sogni. L’ideale sarebbe, per poter apprezzare al meglio alcuni aspetti della trama, avere una conoscenza almeno basilare della psicologia e dei disturbi mentali.



 

 

 

 
 
 
 

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