Prima della neve

Prima della neve

Le Twin Towers bruciano e si accasciano sui corpi rimasti intrappolati. Chiara vede queste immagini al telegiornale. Il terrorismo, per lei che è stata una giovane ragazza che sfilava con le manifestazioni femministe durante gli anni di piombo, non è cosa sconosciuta: il fratello Michele e il suo migliore amico Simone, con cui lei a quei tempi aveva una storia importante, erano vicini al brigatismo rosso. Entrambi sono poi spariti dalla sua vita ma ora a lei tocca il compito di scoprire cosa sia successo a Michele, scomparso in un paesino delle Alpi Cozie. Non le è piaciuto dover abbandonare i suoi studenti proprio a inizio anno ma lei è la sola rimasta della famiglia d’origine ed è a lei che spetta. Varie le supposizioni che le affollano la mente durante il viaggio in auto da Roma a Celle, dalle più terribili alle più rassicuranti. Mentre si aggira per le stradine di montagna incontra Simone, che si è trasferito da quelle parti e ha una fattoria, un figlio, Davide, e una moglie che lo ha lasciato perché stanca di quella vita fatta di levatacce, privazioni e solo duro lavoro. Chiara si ritroverà ad affrontare il passato, soprattutto inizierà a comporre il puzzle che non è mai riuscita a chiudere, grazie ai racconti di persone a lei estranee (alcuni valligiani) e di Simone che finalmente spiegherà ogni cosa, anche e soprattutto che fine ha fatto Michele…

Claudio Coletta, cardiologo romano, è al suo quarto libro pubblicato con Sellerio. Ci sono libri che stupiscono con effetti speciali, libri che ti strizzano il cuore, libri che nel cuore ci entrano per restarci. La storia di Prima della neve non è sconvolgente, non ci sono eroi, non ci sono carnefici, né grandi imprese. Eppure è un libro che si dovrebbe leggere. Michele e Simone rappresentano ciò che non è dominio del grande pubblico, il post-terrorismo è un tempo silenzioso, soprattutto per i comprimari. Pochi sanno che ne è stato di loro e che effetto ha avuto su di loro la latitanza, la prigionia nelle celle di isolamento e il sospetto del tradimento. Non si tratta di esercizio del pentimento o del rinnegamento, non è parte della storia, né Coletta adotta un atteggiamento parenetico. Il romanzo è scritto in prima persona, Chiara, nella fattispecie, e gli interventi della voce narrante appaiono (scritti in corsivo) col solo scopo di dare al lettore qualche informazione in più sugli avvenimenti precedenti la scomparsa di Michele. L’importanza del romanzo di Coletta, molto scorrevole, descrittivo, scritto con mestiere, è aver raccontato attraverso la fiction un preciso periodo della storia recente, con accenni storici sufficienti e mai soverchianti.



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