Princesa e altre regine

Princesa e altre regine

E poi succede che Madama Dorè fa le carte alla nonna che è all’ottavo mese di gravidanza e ha una pancia gonfia come un dirigibile. Si mettono a sedere sotto all’albero, una quercia da sughero, e Madama Dorè dice a Mariuccia che il suo unico figlio non sarà un maschio. Sarà una bambina. Una femmina. Una femmina macca. Macca? Sì, pazza. Pazza e ribelle. E si chiamerà Angiolina, annuncia la Madama. E a quel punto nonna Mariuccia sospira così forte che il fiato risucchiato in gola diventa un tuono, si trasforma in un’eco che sentono persino in Gallura… La protagonista di questa storia si chiama Maria, e ha sedici anni. Suo padre è Gioacchino Russo, detto ‘a Tinagghia, che è in carcere da un paio di mesi per una rapina in una profumeria dalle parti di Piazza Rosolino Pino. Dice che fra poco gli daranno i domiciliari ma lei e la mamma, Anna Raciti, sperano che sia più tardi possibile perché Anna dice che si sta bene fra femmine, che Dio ha messo i maschi in mezzo a loro solo per punirle e che suo padre è specialista nelle punizioni… Il corpo di Carla ha qualche mese in più di Carla, se si considera che il corpo inizia a formarsi già a partire dall’istante esatto della fecondazione mentre la coscienza, quella, a quanto dicono i medici, arriva dopo, a partire almeno dal quarto-quinto mese di gravidanza. Il corpo di Carla abita al civico 40 di Via Sacchi, a Torino, in un appartamentino di cinquanta metri quadrati…

Fabrizio De André è morto da diciannove anni ma il suo ricordo è più vivo che mai: nella longlist dello Strega è rientrato quest’anno un libro che ne tratteggia un intimo, appassionato e appassionante ritratto anche per l’intervento sostanziale della compagna dell’ultima fase della sua vita, quella dolcissima Dori Ghezzi che gli è stata accanto, ne custodisce con cura non gelosa la memoria e che è stata anche deliziosa interprete di varie canzoni assai note. Ed è apparso sia nelle sale cinematografiche che in televisione, con un ottimo riscontro di pubblico, un film biografico che ha dimostrato per l’ennesima volta, qualora ve ne fosse bisogno, quanto sia valida e versatile la vena interpretativa di un attore ogni volta sempre più sorprendente, in senso positivo, come Luca Marinelli. De André era ed è (perché i poeti, gli intellettuali, gli scrittori, i cantanti e i cantautori non muoiono mai, restano nell’immaginario collettivo, vivono attraverso le loro opere e ciò che esse rappresentano, i ricordi che stimolano, le emozioni che suscitano) uno straordinario cantore dell’universo degli ultimi e degli emarginati, sulle cui sofferte e sofferenti parabole ha gettato luce, portando all’attenzione di quelli che ben pensano problematiche solenni e importanti, dal punto di vista etico, civile, morale, sociale, culturale, economico, politico. Era ed è anche uno straordinario e rispettosissimo cantore dell’universo femminile, affrontato sempre con amore, pudore e delicatezza. Le sue eroine sono solenni e tragiche, anche se spesso fanno mestieri umilissimi, o vendono per campare l’unico bene che posseggono, il proprio corpo. E le più belle, dolenti ed emozionanti figure femminili della sua produzione rivivono in questo volume che è un progetto voluto da Concita De Gregorio, giornalista di chiara fama, che raccoglie venti talentuose voci (Beatrice Alemagna, Daniela Amenta, Guia Besana, Francesca Borri, Maria Grazia Calandrone, Silvia Camporesi, Emmanuela Carbé, Sara Colaone, Barbara Di Gregorio, Valentina Farinaccio, Ursula Ferrara, Francesca Genti, Melissa Panarello, Valentina Pedicini, Carmen Pellegrino, Lorenza Pieri, Letizia Rubegni, Enrica Tesio e Silvia Ziche) che danno vita a racconti, corredati di bellissime foto, immagini, vignette, installazioni artistiche, collage, disegni e altro ancora, che, a partire dai testi di Anime salve, Ave Maria, Bocca di rosa, Dolcenera, Il sogno di Maria, Il testamento, Jamin-a, La ballata dell’amore cieco (o della vanità), La canzone di Marinella, Le passanti, Prinçesa, Rimini, Se ti tagliassero a pezzetti, Tre madri, Valzer per un amore, Verranno a chiederti del nostro amore, Via del Campo e Volta la carta, indagano e declinano in modo caleidoscopico e al di là di tutti i confini di tempo, spazio, ambiente e ceto, tutte caratteristiche vividamente rappresentate, il senso stesso dell’esistenza, e inducono a riflettere su temi come il coraggio, l’impegno, la dignità, l’amore, l’autodeterminazione, la lotta, la speranza.



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