Prodigy

Prodigy
June e Day sono stretti l’una all’altro: l’integerrima soldatessa prodigio della Repubblica e il criminale più ricercato, ormai uniti nello stesso destino e in fuga verso Las Vegas. Forse lì qualcuno li aiuterà a nascondersi. I Patrioti armati dalle Colonie hanno i mezzi per curare la gamba di Day e chissà, magari anche per trovare il suo fratellino Eden. Dopo l’esecuzione tutto è cambiato, Day ha perso suo fratello John e June Iparis è una pericolosa minaccia per l’ordine della Repubblica, il mondo è alla rovescia e loro si trovano in mezzo, in trappola, costretti ad accettare l’aiuto dell’ambiguo comandante Razor. All’improvviso, sui colorati teleschermi che affollano la città campeggia una notizia inattesa: l’Elector Primo è morto, al suo posto andrà suo figlio Anden, e questo cambia tutto… 
Capitolo secondo della trilogia iniziata con Legend, ambientata in distopici Stati Uniti d’America del futuro. June e Day iniziano la loro fuga, uniti da un sentimento troppo grande a cui forse non sono pronti, e divisi da differenze sociali e minacce di morte. La scrittura di Marie Lu è ancora una volta impeccabile: brava a creare tensione e tenerla alta fino all’ultima riga, l’esordiente americana di origini cinesi approfondisce le vicende dei protagonisti dando maggior consistenza alla storia del conflitto tra Colonie e Repubblica. Il romanzo assume una fisionomia più precisa, la storia narrata in prima persona da Day e June ci consente un doppio punto di vista, e ce li fa conoscere più da vicino. La Lu architetta un seguito avvincente, con colpi di scena ed effetti degni dei videogame di cui è stata art director. Il lettore trattenga il fiato e si prepari a un finale shock, prima di immergersi nell’ultimo volume, dal titolo Champion.

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