Professione angelo custode

Professione angelo custode

Sulo Auvinen, insegnante di Religione morto a ottantadue anni, non è stato quello che si dice un uomo brillante. La sua è stata una vita piatta e, a dirla tutta, “nonostante la sua bontà era sempre stato un buono a nulla”. La sua occasione – strano a dirsi – è arrivata adesso, da morto. Nella chiesa di Kerimäki, la chiesa di legno più grande del mondo, cinquecento angeli novizi sono pronti per l’apertura del corso annuale propedeutico di tutela e protezione, inaugurato, nientemeno, da San Pietro e dall’arcangelo Gabriele. Per Sulo questo è il momento del riscatto. Ma gestire i poteri, che derivano direttamente dall’Alto, per proteggere i mortali non è assolutamente cosa da poco, e il risultato del test pratico di fine corso per l’aspirante angelo non è propriamente ottimale: la vecchia signora che gli era stata affidata per la prova finale finisce ubriaca come una cucuzza e quasi investita da un’auto mentre fa pipì ad un angolo di strada! Nonostante qualche dubbio di Gabriele il corso però è ritenuto superato e a Sulo viene affidato un “caso facile”. Aaro Kohonen è uno scapolo quarantenne, scrittore, ex cercatore d’oro, ex tanto altro. Da pochi giorni ha rilevato il caffè di una vecchia signora defunta, a Helsinki, con l’intenzione di trasformarlo in un bar libreria antiquaria. Sulo ha le idee ben chiare: sa cosa fare per migliorare la vita del suo protetto e guidarlo nelle giusta direzione. Ma, non appena comincia a mettere in atto i suoi piani da bravo angelo custode, al povero Aaro comincia a succedere la qualunque: viene accusato di riciclaggio, si cappotta con un carro funebre in un campo sconosciuto ai più spargendo intorno tutti i suoi libri, in pochi giorni ha tre commozioni cerebrali, due donne si prendono per i capelli nella sua libreria, una delle due si piazza, non gradita,  in casa sua. E non finisce qui, soprattutto se entra in scena il diavolo in persona. Sulo è un vero pasticcione anche come angelo custode: inevitabile la convocazione dell’angelo Gabriele…

Nuovo romanzo dell’ex guardaboschi, ex giornalista, ex poeta finlandese Arto Paasilinna, amatissimo in patria ma anche in Europa e in Italia dove ogni storia è attesa con grande entusiasmo dai suoi fedeli lettori. Ancora un volta è Iperborea, con il suo caratteristico formato, a portare da noi uno tra i suoi “vecchi” titoli (questo è del 2004). La cifra caratteristica della sua scrittura, quell’humour venato di deliziose sfumature nere, permea anche questa storia semplice e scanzonata, appena irriverente, che scorre leggera e si fa leggere spedita come si beve un sorso d’acqua fresca. Le situazioni surreali in salsa nordica sono sospese stavolta al limite tra cielo e terra e hanno per tramite il maldestro aspirante angelo Sulo, tanto pasticcione quanto pieno di buone intenzioni. Le sue disavventure, raccontate con un umorismo naturale che non necessita di situazioni grevi né di altri eccessi, fanno sorridere il lettore come quei vecchi film in bianco e nero davanti ai quali si ride ancora di cuore per uno scivolone su una buccia di banana. E questo non è molto comune, come non è facile trovare una lettura fresca e gradevole, priva anche della lentezza tipica della letteratura nordica, che non vuole essere altro che una bella storia, quasi una favola, che regali qualche ora di serenità e leggerezza al lettore che sorridendo si augurerà che il proprio angelo custode – se davvero ne abbiamo uno – sia magari un po’ meno volenteroso di Sulo purché anche meno imbranato. O forse, prosaicamente, farà suo il pensiero: “Il mondo degli angeli è per morti, non per i vivi”.



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