Prossimi umani

Prossimi umani

Alcuni addetti ai lavori definiscono “quarta rivoluzione industriale” il periodo storico che stiamo vivendo. Le scoperte e lo sviluppo tecnologico del Novecento hanno surclassato quelle dei secoli precedenti. In questi anni invece sono le neuroscienze e la genetica ad avere preso il sopravvento. Che accadrà nei prossimi vent’anni? Riusciremo a colonizzare lo spazio, a creare avamposti su Marte, a sfruttare le risorse minerarie degli asteroidi? Uno degli obiettivi principali che interessa l’uomo in questo momento è la salvaguardia della salute, la cura delle malattie genetiche e dei tumori. Eppure questo impegno per preservare il corpo umano porta a serie conseguenze. La longevità ha implicazioni a livello di salute mentale e di aumento della popolazione del pianeta. La Terra sarà ancora in grado di accoglierci e sfamarci tutti? Si calcola che nel 2050 saremo undici miliardi. E la differenza tra la parte ricca e sviluppata del pianeta e quella povera potrebbe essere ancora più accentuata, le alterazioni ambientali e lo smaltimento delle scorie un problema enorme. In tutto questo cosa avrà imparato l’uomo? Lo sviluppo scientifico non comporta, come è evidente, un pari sviluppo della conoscenza di sé o l’acquisizione di una maggiore consapevolezza. La conquista dell’interiorità, insomma. Valerio Rossi Albertini, fisico nucleare, sottolinea che “Una nuova scoperta scientifica non determina solo sviluppo, produzione industriale, ma cambia i costumi, plasma la società”. Quanto ci vorrà al genere umano per acquisire il senso di responsabilità di ciò che sta creando?

Che il Novecento sia stato il secolo della fisica e quello attuale della genetica poco importa. Al di là delle etichette è fondamentale per l’uomo comprendere l’enormità dello sviluppo scientifico che è in atto e dove lo condurrà in termini pratici e etici. Il dubbio sulla capacità di saperlo gestire permea tutto il libro, ed è attraverso le interviste fatte ai tredici scienziati scelti, che il giornalista Francesco De Filippo e la sociologa Maria Frega cercano di fare chiarezza. Le domande elaborate spaziano in tutti i campi del sapere, da quello teorico a quello pratico, dai nuovi materiali creati per supportare al meglio la nostra vita quotidiana fino alla robotica, con tutte le ricadute inevitabili e l’ambiguità che aleggia intorno al concetto di intelligenza artificiale. Dalle neuroscienze alla demografia, fino alla astrofisica e alla fisica. Chiude il volume un appello del fisico Giovanni Amelino-Camelia, docente a “Sapienza” - Università di Roma, dove dirige il gruppo di ricerca sulla gravità quantistica, il quale auspica che si investa nella ricerca di base affinché i ricercatori italiani possano proseguire il loro operato e restare al passo a livello internazionale. Da parte di tutti gli intervistati spicca un certo ottimismo, frutto di motivazione e curiosità, che comunque non viene meno nel sottolineare come sia necessario inculcare negli uomini un approccio responsabile, fornire dati e conoscenze, cosa che grazie al diffondersi di testi divulgativi è già in atto. Il libro offre al lettore molti spunti d’indagine, cerca di chiarire alcuni dubbi e stimola domande. Il testo è accessibile a chiunque, non presenta difficoltà di lettura o tecnicismi, vi sono molte notizie su scienza e tecnologia a livello mondiale, alcune sorprendenti e suggestive. Sapete cos’è il grafene? Il sistema Google Flu Trends? E il Geko tape? Utilissima la bibliografia finale per chi desidera approfondire i diversi argomenti.



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