Psicologia delle masse e analisi dell'Io

Psicologia delle masse e analisi dell'Io
Sigmund Freud parte da due volumi fondamentali, Psicologia delle folle (1895) di Gustave Le Bon e La psiche collettiva (1920) di W. McDougall, per costruire la sua teoria sul comportamento delle masse. Gli individui intesi come insieme agiscono sotto l’impulso dell’”eros” un amore incondizionato che li lega al leader del gruppo e tende a farli agire al solo scopo di compiacerlo ed aderire al suo modello. Freud, poi, passa a proporre l’esempio pratico dell’esercito e della Chiesa come “due grandi masse artificiali” nelle quali il singolo si identifica al meglio con il proprio superiore (il capo delle truppe e Cristo) e si confonde con i suoi simili condividendone valori e finalità. All’interno della massa, dunque, l’affettività subisce una esaltazione ma la capacità intellettuale regredisce e la suggestione opera una vera trasformazione psichica. Una massa, soprattutto se poco organizzata, si ritrova ad essere unita indissolubilmente tramite legami libidici con il suo leader: nell’Io scatta a questo punto l’identificazione e la ricerca di un “Io ideale”. Come il figlio si rispecchia nel padre generando il complesso edipico così un singolo nel gruppo si identifica nel capo e instaura con lui un rapporto improntato all’Eros In una situazione del genere, continua Freud, privano il singolo di autonomia e iniziativa, rendendolo un “individuo collettivo” in grado di regredire alla condizione di orda primordiale e generando manie e malinconia...
Il rapporto tra psicologia individuale e sociologia viene esplorato dal celebre padre della psicoanalisi in questo volume datato 1921, che, in modo rivoluzionario, rivisita le dinamiche dei comportamenti collettivi riconducendoli agli stessi meccanismi  che sono alla base delle oscillazioni della psiche del singolo. La libido, “l’energia delle pulsioni attinenti a tutto ciò che può venir compendiato come amore” che per Freud è punto di partenza necessario di tutte le sue teorie, avrebbe una posizione di assoluta centralità non solo a livello delle azioni dei singoli ma anche quando si affronta il discorso di “massa” ricoprirebbe un ruolo determinante. L’individuo agisce spinto da eros e questa sua innata tendenza non si palesa soltanto nei rapporti con i famigliari ma anche quando l’uno si ritrova in gruppo: Edipo, dunque, abita non solo tra le mura domestiche ma accompagna l’individuo anche quando questo tenta di “sciogliersi” in un agglomerato di suoi simili. Il pansessualismo - una “ossessione” che costò a Freud aspre critiche - è dietro l’angolo e questo volume è l’ennesimo tassello della teoria del “babbo dell’inconscio” che con il suo pensiero ha cambiato la storia dell’umanità costringendoci a scoperchiare il vaso di Pandora della psiche: sia che si trovi da solo che all’interno di un gruppo, l’individuo è comunque “condannato” alla nevrosi. Il caro vecchio Sigmund è stato scalzato quasi del tutto dai “moderni lettini” - gran parte delle sue teorie state soppiantate o giudicate superate - ma guardando i gruppi di tifosi che, dentro e fuori gli stadi, danno vita, in piena regressione, a violente guerriglie urbane, viene da pensare che Freud e il suo pensiero non sono mai stati così attuali. Le orde primordiali indossano sciarpe colorate invece di pelli di daino e brandiscono spranghe invece di clave ma il risultato è il medesimo, il tutto per “amore” del dio pallone.

 

 

 

 
 
 
 
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