Psycho-cult

Psycho-cult
Nel variegato panorama dei 'dizionari del cinema', globali o monotematici, che negli ultimi anni hanno invaso gli scaffali delle librerie, ne mancava all'appello uno che fosse dedicato specificatamente a quel cinema che, in vario modo, ha a che fare con la psicanalisi. A colmare questa lacuna ci ha pensato Ignazio Senatore, psichiatra e psicoterapeuta nonché, al tempo stesso, grande esperto di cinema e fondatore del sito www.cinemaepsicanalisi.com. La prima parte del volume, dopo una breve presentazione di Marco Giusti e l'introduzione, raccoglie in ordine alfabetico le schede dei singoli film (oltre 300), comprensive di trama e di un commento critico (non espresso con le famigerate stellette) variabile in lunghezza a seconda dell'importanza o della complessità del film. La seconda parte comprende invece una serie di interviste a registi e attori, alcune interessanti e altre molto meno, scelte però senza un criterio ben definito: infatti si passa con disinvoltura da Stefano Accorsi a Theo Anghelopulos e da Alvaro Vitali a Wim Wenders...
La parte del dizionario risulta senza dubbio quella più riuscita e l'autore ha il merito di far emergere dal dimenticatoio alcune perle nascoste del cinema di genere nazionale, come “Delirio di sangue” di Sergio Bergonzelli e “Il profumo della signora in nero” di Francesco Barilli, affiancandole a riconosciuti classici internazionali come “Omicidio a luci rosse” di Brian De Palma e “L'occhio che uccide” di Michael Powell, contribuendo così ad abbattere lo steccato esistente tra il cinema 'd'autore' e quello 'di genere'. Nonostante l'abbattimento dei questo steccato, non si capisce bene però quale criterio abbia condotto all'esclusione di alcune pellicole rispetto ad altre: di Nanni Moretti, ad esempio, è presente “Sogni d'oro” ma non “Bianca”, che per certi aspetti ha sicuramente parecchie implicazioni psicoanalitiche. A questo punto perché non alzare il tiro e pensare a una nuova edizione del dizionario, onnicomprensiva di tutto il cinema 'psicoanalitico', in modo da includervi anche quei capolavori, tra i quali “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman, non presenti in questo libro?

 

 

 

 
 
 
 
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