Pulp

Nick Belane è un investigatore alcolizzato perseguitato dai debiti, impegnato a mettere insieme i pezzi di un puzzle impossibile. Il telefono squilla nel suo ufficio: è la Signora Morte disposta a sganciare un largo anticipo pur di accertarsi dell'identità di un sedicente Celine; John Barton deve rintracciare a tutti i costi un certo Passero Rosso; Jack Bass vuole essere sicuro che il culo della moglie Cindy non venga 'inchiodato' da altri all'infuori di lui; mentre Hal Grovers - impresario di pompe funebri - deve sbarazzarsi di un'aliena incarnata in uno schianto di donna. Riuscirà Nick, il detective più dritto di tutta Los Angeles, a sbrogliare la complicata matassa che collega questi quattro casi?
Immaginatevi un detective annoiato, metteteci un po' dei soliti intrighi della letteratura hard-boiled e noir: otterrete un ottimo 'libro da comodino', ideale per addormentarsi la sera. Bene, niente di tutto ciò. Bukowski dedica questo romanzo alla cattiva scrittura, peccato ne risulti invece un'opera geniale. Più scarno e tagliente di quanto non ci abbia mostrato negli anni precedenti, il vecchio Buk intinge la penna nel calamaio del pulp - come ricorda il titolo stesso - correggendo però le tinte del genere secondo una scala cromatica personale. Astenendosi dal macabro e dal raccapricciante, l'autore regala al lettore pagine volgari e sottilmente ironiche, leggere e riflessive al tempo stesso. La mano sembra essere consapevole che non le resta più molto da scrivere, ma tenta, per un'ultima volta, di rintrarre lo scempio della società americana poco prima che la Signora Morte, uscendo dalle pagine, non vada a cercarlo per le vie periferiche di Los Angeles.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER