Qualcosa di vero

Qualcosa di vero

È notte. Giulia sta rientrando a casa dopo una nottata a base di mojito e divertimento. Soprattutto di mojito, a giudicare dalla fatica che fa a centrare la serratura della portone con la chiave. Sul pianerottolo inciampa su qualcosa e - sarà per colpa dell’eccesso di alcol - sembra si tratti di una bambina in camicia da notte. La piccola, che poi non è che la figlia della vicina di Giulia, è stata lasciata a casa da sola dalla madre, si è chiusa fuori per sbaglio e ha bisogno di qualcuno che la ospiti per la notte. La sera seguente, dopo un’intensa giornata di lavoro nell’agenzia pubblicitaria dove fa la creativa, Giulia si sta godendo un barattolo di “dulce de leche” quando qualcuno bussa alla sua porta: la bambina è di nuovo a casa da sola, ma stavolta non ha bisogno di un rifugio dove passare la notte; vuole una favola, e Giulia comincia a raccontare…

Non è sempre vero che gli amici si scelgono, a volte il destino ci mette del suo e fa nascere amicizie improbabili: è ciò che accade alle due protagoniste di Qualcosa di vero. La quarantenne Giulia, pubblicitaria in carriera culturalmente onnivora e perennemente single, e la piccola Rebecca, una «quasi novenne» tenera ma coraggiosa. La bambina ha un gran bisogno di compagnia e di fiabe e Giulia prende a raccontarle quelle che conosce: le inquietanti e crudeli storie che narrarono i fratelli Grimm, Perrault e Andersen, interpretate in maniera moderna e divertente. Una storia che all’inizio sembra semplice, ma che pagina dopo pagina rivela tutta la sua profondità, andando a indagare in modo leggero ma serissimo il rapporto fra adulti e bambini. Oltre alla trama ben costruita, con un alto tasso di coinvolgimento e l’alternanza continua dei punti di vista di Giulia e Rebecca, a rendere questo libro gradevolissimo contribuiscono lo stile fluido e quotidiano, la simpatia e l’arguzia dei personaggi (bambini compresi) e la descrizione scanzonata - forse un filino idealizzata - del magico mondo della pubblicità. Un libro che fa ridere, pieno di personaggi per cui tifare, che quando finisce lascia un piccolo vuoto nel cuore del lettore.



 

 

 
 
 
 

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