Qualunque cosa accada

Qualunque cosa accada
Miranda ha solo quattordici anni quando realizza per la prima volta che ci sono due argomenti che è meglio non menzionare a suo nonno Armand: le attribuzioni shakespeariane e la corrente d’odio che fluisce costante da oltre 50 anni lungo i 5000 km che lo separano da Anna, sua ex moglie e anticonformista, irruenta, volitiva psichiatra che lo ha lasciato alla fine degli anni ’40 per trasferirsi negli Stati Uniti con i due figli. Su questo “fargli domande poteva essere pericoloso come stuzzicare un ragno o guidare contromano”. Miranda impiegherà gran parte della propria vita adulta per venire a capo delle ragioni dell’odio attuale e dell’amore che ha legato i suoi nonni per un breve periodo in piena Seconda Guerra mondiale quando, esuli e transfughi, hanno cercato di sfuggire alle persecuzioni naziste in Romania prima e alla cattura da parte dei collaborazionisti poi. Sarà solo durante il primo dei molti “pellegrinaggi”ad Alba–la Romaine, un luogo incantato e fuori dal tempo teatro di una contesa legale tra i suoi nonni che l’imperscrutabile Anna la ammetterà a condividere alcune delle sue memorie. Un certosino lavoro di confronto, una sfibrante spola tra il villaggio medievale dove si è nel frattempo stabilita e Ginevra, dove accudisce un nonno sempre più fragile ma non meno livoroso le fornirà l’ordito per assemblare il patchwork di una complicatissima trama di relazioni che si sono nutrite di malintesi, piccoli dispetti, grandi incomprensioni, drammatiche fughe, placcaggi all’interno di attoniti uffici delle Nazioni Unite…
Miranda si muove nelle vite dei suoi congiunti con infinito - anche se a tratti scanzonato – rispetto. Il suo passo è lieve, il tono pur se insistente non forza le reticenze dei protagonisti ma fa da complemento alle loro lacune, affidandosi ad un accuratissimo lavoro bibliografico. Scava senza mai sollevare polveroni, senza spargere fango, alternando le memorie spesso viziate da malafede dei protagonisti a ricostruzioni documentali: le foto, il lavoro di traduttore svolto da suo nonno durante il processo di Norimberga e prima, le teorie di puericultura spicciola ma efficace messe in campo da sua nonna, la pervicace burocrazia che la costringe a superare la propria reticenza ad affrontare il matrimonio con Julien. I sentimenti sono i protagonisti assoluti di una storia che pur non avendo nulla di sentimentalistico si legge con gli occhi umidi e un profondo senso di struggimento e partecipazione alle vite della colorata, irrequieta compagine famigliare allargata che ne è protagonista. Bellissimo.

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