Qualunque cosa succeda

Qualunque cosa succeda
Ronco di Ghiffa si trova sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. È un posto bellissimo. La casa di Ronco di Ghiffa – o più semplicemente Ronco –, di cui la famiglia conserva gelosamente un modellino, o forse sarebbe meglio dire un plastico, di straordinaria accuratezza, ha un giardino pieno di piante, di incredibile varietà. Inoltre ci sono tanti vialetti su diversi livelli. C’è un acero imponente accanto a cui Giorgio, che lavora sempre tanto, ma oggi no, perché sa quando dedicarsi alla famiglia, ha parcheggiato la sua Alfetta blu. È il settimo compleanno di Umberto. Sotto l’Alfetta c’è un regalo per lui. Una cartella per la scuola. Blu. La prima cartella. Per l’ultimo compleanno che padre e figlio trascorreranno insieme…
Umberto Ambrosoli vuole raccontare ai suoi figli la storia di suo padre. Il loro nonno. Uno dei bambini, tra l’altro, porta lo stesso nome. Giorgio. Giorgio Ambrosoli era un uomo perbene. Serio. Onesto. Uno che faceva bene il suo lavoro. Il suo lavoro era eliminare il marcio. Non dalla Danimarca con un teschio in mano. Ma dall’Italia. Per questo è stato ammazzato. E qualcuno ha avuto pure il coraggio di dire che se l’andava cercando. Qualunque cosa succeda è un libro di importanza etica, civica, morale. Scritto benissimo. Non ci sono ampollosità. C’è la vita. Ci sono le scelte. C’è il racconto di una persona informata sui fatti che non cerca di commuovere. Eppure ci riesce. Vuole ricordare, e così insegnare. Da questo libro è stata tratta l’omonima e valida fiction Rai, ben interpretata da Pierfrancesco Favino; uno sceneggiato che sintetizza il volume che lo ha ispirato, e che può essere l’occasione per leggerlo.

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