Quando i colombi scomparvero

Quando i colombi scomparvero

1941. L’Estonia è sotto il dominio dell’Unione Sovietica. Roland e suo cugino Edgar sono soldati in guerra. Più precisamente sono partigiani, disertori dell’Armata Rossa che tentano di riconquistare l’indipendenza della loro Estonia. Sono nel mezzo di una battaglia contro gli strybki, paramilitari sotto il controllo del NKVD, il Commissariato del popolo per gli affari interni russo. La lotta imperversa, vengono consumate un numero infinito di granate ed alla fine i russi vengono respinti. Roland si mette alla ricerca di suo cugino, lo trova rannicchiato a terra: Edgar rifugge il combattimento, non riesce a sopportarlo. Roland non è da meno, ma per un motivo di cuore. Ha lasciato Rosalie ‒ la sua amata ‒ a casa e ne sente terribilmente la mancanza, oltre che ad essere preoccupato per le sue sorti. Ed infine il comandante concede ad entrambi la licenza di tornare a casa, sia per proteggere i cari dall’avanzata tedesca che contemporaneamente sta avvenendo da Sud, sia perché Roland ha un problema all’orecchio. In più non riesce a levarsi dalla mente e dal corpo la puzza di morte che aleggia nell’aria, e non può fare a meno che collegarla a Rosalie...

Ancora un altro libro ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale: cosa mai potrebbe esserci di nuovo da dire? Se il dubbio può venire a un lettore abituale, possiamo dire con nettezza che la riproposizione di trame, ambientazioni e atmosfere trite e ritrite non riguarda certo questo romanzo, perché è davvero un’opera sublime, sia stilisticamente che a livello di contenuti. È ambientato in Estonia tra gli anni dell’occupazione sovietica durante il secondo conflitto mondiale e fino ad inizio anni '60. Durante quel periodo questo Paese baltico ha visto avvicendarsi prima i sovietici, poi i nazisti per poi vedere definitivamente i sovietici affermarsi tra il ‘44 ed il ‘45. Ma questo non deve e non può in nessun modo sminuire la Resistenza estone, Resistenza che è presente nel libro nei panni di più personaggi e che non può fare a meno di coinvolgere il lettore. Quando i colombi scomparvero non è solo questo, tuttavia: c’è molto, molto, molto di più. Ci sono giochi di potere, menzogna, amore ‒ corrisposto e non corrisposto, casto e adultero ‒ oscurità, omicidio. Tutti questi elementi si incarnano nelle persone di Roland ed Edgar e nelle loro rispettive consorti, Rosalie e Juudit. Sofi Oksanen, autrice di fama internazionale, alla ribalta per La purga, si spinge oltre: mettendosi sotto una luce patriottica estone, riesce a mostrare quanto l’occupazione nazista e quella sovietica siano state simmetricamente terribili, quanto i due regimi politici in realtà si siano somigliati pur avendo alla base due ideologie diametralmente opposte. Una realtà impressionante e che molti ancora oggi non riescono a comprendere.



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