Quando il cinema si fa politica

Quando il cinema si fa politica
Quando nel 1936 Walter Benjamin pubblica L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, il libro non gode certo dell'eco che merita. Destino comune a molti degli scritti del filosofo tedesco, purtroppo. E' solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che il volume ottiene la prima pubblicazione in tedesco, lingua in cui era stato concepito nonché lingua dell'autore. Si dovranno però aspettare ancora diversi anni (con precisione nel 1966) perchè il piccolo capolavoro di intuizione scritto dal filosofo tedesco veda la luce anche in Italia. La teoria che sta alla base de L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica è tanto semplice quanto geniale ed innovativa: la nuova arte, intesa come fotografia, cinema et similia, è spogliata di quell'aura di unicità che rivestiva un quadro del settecento o una scultura di Michelangelo. Proprio perchè l'arte, oggi, si può riprodurre. Ne si deduce, che la tecnica, intesa come innovazioni tecnologiche, “democratizza” l'opera d'arte. Elementare, se le implicazioni filosofiche, religiose, sociologiche e politiche che vi stanno alla base non siano così profonde e strutturate e se tutto questo non fosse alla base del cambiamento di percezione che lo spettatore (e il mercato, di conseguenza), ha dell’intero mondo artistico...
Lettura impegnativa quella che aspetta chi acquista il Denunzio: non ci si faccia ingannare dalla brevità del testo, ché l’autore stesso nella prefazione definisce il suo lavoro “specialistico”. Per approcciare il libro in oggetto è infatti necessario padroneggiare almeno due elementi: il primo, è quasi tautologico sottolinearlo, è la conoscenza del volume che sta alla base del saggio di Denunzio, ovvero il libro di Walter Benjamin. Il secondo ambito dal quale non si può prescindere per capire il breve scritto in oggetto è il marxismo. Bisogna poi conoscere i concetti fondamentali del pensiero di Marx ed Hegel: l’autore infatti si concentra su una voragine critica che ha da sempre coinvolto lo studio sul volume di Walter Benjamin: se infatti in molti si sono accostati a quest'opera sottolineandone il valore filosofico, estetico e sociologico, quasi mai si è riconosciuto il suo approccio politico (marxista). Perchè, sostiene lo stesso autore, si è sempre guardato a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica cercandone all'interno l'adesione di Benjamin ai temi del marxismo, tralasciando invece quanto questo libro teorizzi invece la profonda trasformazione che il cinema ha operato nei confronti del marxismo.

 

 

 

 
 
 
 
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