Quando il gioco si fa duro

Quando il gioco si fa duro
Spuntano come funghi. Ad ogni angolo di strada, da Palermo a Milano, in qualsiasi città, paese o borgo dove prima c'erano cartolerie, calzolai, bar o semplici uffici, ecco che adesso si trovano queste vetrine rigorosamente con vista oscurata all'interno, integralmente tappezzate all'uopo da manifesti con donne ammiccanti che bevono champagne circondate da monete d'oro, fuochi d'artificio e poker d'assi. Sono le sale slot, il nuovo cancro metropolitano - da qualche anno perfettamente legale - capace di smuovere cifre da Legge Finanziaria. Basti pensare che il volume di gioco nel 2011 in Italia è stato sedici volte quello di Las Vegas, toccando la cifra record di ottantacinque miliardi di euro. E la stampa quasi quotidianamente rende conto di tragedie familiari legate a questo mondo. Come quella di Nicola, che la moglie, le figlie, gli amici, i colleghi credono sparito nel nulla e che nel frattempo invece trascorre in loop le sue giornate in un garage maleodorante, avvinghiato al suo pc fino a giocarsi ben oltre quello che possiede, o come Paolo, meccanico di vent'anni capace di mentire ai suoi amici partiti senza di lui per Barcellona pur di nascondere che quei novecentocinquanta euro messi da parte con tanta fatica se li è sputtanati in due ore alle macchinette, o come Sara, figlia e studentessa modello, che nel segreto della sua stanza linda nasconde il dramma della dipendenza per il gioco trasformatasi per necessità nel frattempo in prostituzione online...
Storie raccapriccianti, cifre e giri d'affari da capogiro, dignità calpestate e umiliate in nome del dio gioco, fino alla vera e propria malattia, l'azzardopatia e la ludopatia. Questo e tanto altro troviamo in questo libro inchiesta della “Iena” Nadia Toffa, brava e precisa nel raccontare i drammi umani che si nascondono dietro i game-addicted, i giocatori seriali, e contemporaneamente nel documentare con dati statistici troppo spesso taciuti o criptati – un dato su tutti, a fronte del guadagno dello Stato di otto miliardi derivante dai giochi ludici è inimmaginabile e attualmente non calcolabile il costo sociale dei due milioni di persone a rischio patologia e degli ottocento mila già dichiarati vittime dell'azzardomania - che bene rendono la portata e la gravità di un fenomeno in costante ascesa, sopratutto negli ambienti in cui già la crisi morde le caviglie. Sale slot, giochi a premi, sale bingo, videolottery, poker, lotterie di Stato: il tutto fruibile ora anche comodamente da casa. Una babele senza fondo impossibile da ignorare e nella quale spesso chi mette piede non riesce a tornare indietro, con il benestare di uno Stato troppo spesso complice e compiacente.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER