Quando mio marito lava i piatti

Quando mio marito lava i piatti
Nella vita di tutti i giorni, Kerry è una donna, una moglie e una mamma di tre figli che lotta tra normalità e sogni. Ma Kerry Sackville ha anche un “potere speciale” che permette di tradurre le parole di suo marito nel suo reale pensiero. Ed è così che la frase dell’Architetto “Lavo io i piatti” diventa “Stasera facciamo sesso?”. Kerry però è stanca e vorrebbe soltanto andare a dormire. Ogni tanto sogna di fare l’amore con George Clooney sulla spiaggia senza che la sabbia entri nel costume e vorrebbe vivere senza le responsabilità di una famiglia e dei figli. In fondo vorrebbe solo poter essere un po’ egoista, ma a far tornare Kerry alla realtà ci pensano i suoi tre bimbi e le mamme sempre perfette degli amichetti dell’Ometto che ogni tanto la fanno sentire in forma “smagliata” e non smagliante! Per fortuna le sue fantasie e l’amore incondizionato per la sua rumorosa e numerosa famiglia le permettono di ripartire sempre di slancio… e se poi qualche volta proprio non ce la fa, ha sempre i suoi dodici minuti rigeneranti di lettura chiusa in bagno!!!
Quando mio marito lava i piatti di Kerry Sackville è un esilarante saggio introspettivo che gioca in maniera ironica con gli opposti di famiglia e libertà, coppia e individuo ma soprattutto uomo e donna. E volutamente, in questo caso, l’autrice eclissa il pensiero maschile per dar voce alle donne ed al loro mondo attraverso una lista di riflessioni catartiche ed al tempo stesso terapeutiche. Il linguaggio è fluido e scorrevole e le liste - divise per argomenti - sono vere e proprie pillole di buonumore. Ma sono anche uno spunto di riflessione per tutti. Per le donne ma anche per i loro compagni, perché possano tuffarsi a piè pari nel mare ignoto dei pensieri femminili. Perché la vita di tutti i giorni è un universo in cui uomo e donna si confrontano, si amano e si odiano in una irresistibile attrazione e in fondo Kerry ama profondamente la sua “caramella” a forma di Architetto e la sua vita scombinata. E se poi le cose peggiorano si può sempre compilare il “modulo di reclamo coniugale” o scappare urlando. Ma se ne vale la pena, una soluzione si troverà, perché niente è perduto!

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