Quanto vale un uomo

Quanto vale un uomo

Il 20 maggio 1927 sulla pista del Roosevelt Field di New York tre velivoli si preparano a tentare per la prima volta la più grande impresa mai concepita fino ad allora per un volo: raggiungere Parigi senza fare scalo. In palio 25.000 dollari offerti dal magnate Raymond Orteig fin dal 1919. Si tratta del “Columbia” di Giuseppe Bellanca, del trimotore “America” del colonnello Byrd e dello “Spirit of St. Louis” dello svedese naturalizzato Charles Lindbergh. L’”America” viene bloccato per un problema tecnico. Il “Columbia” - la creatura del siciliano di Sciacca che da bambino si incantava a guardare gli uccelli per carpire i segreti del volo e che aveva realizzato i suoi sogni in America – non può volare a causa di mancati accordi all’ultimo momento tra Bellanca e il suo socio, Charles Levine. A decollare - e ad entrare di fatto nella Storia – sarà soltanto il monoposto di Lindbergh. Così, per un soffio, l’italiano Bellanca perde un biglietto assicurato per la gloria… Niccioleta, piccolo borgo di minatori in Val di Cecina. Il 9 giugno 1944 i partigiani sono passati di qui, creando anche un certo entusiasmo. Ma da queste parti – certo c’è qualche fascista, anche qualche comunista – la politica non interessa granché e al massimo si discute se issare una bandiera rossa o una bianca. Dopo quell’episodio, però, il timore di una ritorsione fascista comincia a serpeggiare in paese con una vaga inquietudine. Eppure nessuno avrebbe mai potuto immaginare quello che stava per accadere. E i quarantaquattro lavoratori, quarantaquattro uomini abituati al duro lavoro e a poco altro, trucidati barbaramente dalle camicie nere, sono soltanto uno scarto imprevedibile del caso, finito nelle pieghe della storia e della cieca e insensata violenza fascista… Sessanta ore. Tanto è servito al dirigibile “Italia” per trovarsi esattamente dove il generale Umberto Nobile voleva, nel punto che sulla sua carta nautica segna il Polo Nord. È il 24 maggio 1928 ed è così che il generale intende celebrare i tredici anni dall’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale. Una croce e un tricolore per simboleggiare la conquista italiana, ma ancora due ore sul posto per consentire altri rilevamenti agli scienziati a bordo. Perché l’intento di Nobile è essenzialmente di tipo scientifico prima che militare. Uomini coraggiosi, una Tenda Rossa, una tragedia imminente. La Storia racconterà presto una vicenda della quale, forse, non si conosce proprio tutto…

Da un incontro casuale con una signora siciliana che raccontò ad Andrea Camilleri una storia sconosciuta che riguardava un suo zio (di fatto uno dei tanti italiani emigrati in America, ma di certo uno un po’ “speciale”) nasce una idea di quelle particolarmente congeniali allo scrittore e regista empedoclino, sempre pronto a lasciarsi incuriosire e ispirare dai frammenti di storie vere da trasformare in narrazioni ampie e articolate e addirittura in testi teatrali, come in questo caso. Una piccola traccia, ricerche accurate ed ecco il progetto “Inedito d’autore”, nato da un’idea di Camilleri, appunto, e curato da Annalisa Gariglio. I tre testi che il progetto comprende sono andati in scena presso l’Auditorium Parco della Musica a Roma nel marzo 2014, il primo affidato a Marco Baliani, il secondo ad Ascanio Celestini, il terzo a Marco Paolini. Le storie, che Skira ha qui raccolto e pubblicato insieme ad un CD audio, sono gradevoli e incuriosiscono il lettore. Si scoprono, infatti, aneddoti sconosciuti, ad esempio che nel famoso film Aquila solitaria del 1957 di Billy Wilder con James Steward nel ruolo di Lindbergh, in una sequenza si vede il siciliano Bellanca che rifiuta con alterigia di vendere il “Columbia” allo svedese il quale è ben consapevole della superiorità dell’ aereo dell’italiano e avrebbe voluto acquistarlo per realizzare il volo transatlantico. In realtà, responsabile del rifiuto fu il socio di Bellanca, Levine, che invece nel film non compare. L’ipotesi è che Wilde, ebreo, non abbia voluto infierire sull’ebreo Levine, considerato il clima postbellico. Oppure leggiamo che negli anni ’30 Mussolini invitò Bellanca a costruire in Italia una fabbrica di aerei ma che lui, di famiglia socialista, rifiutò e rimase a vivere – praticamente sconosciuto – negli Stati Uniti. Meritorio, inoltre, che autori, curatrice ed editore abbiano devoluto i loro diritti ad Emergency

 

 


 

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