Quasi una vita

Un ex capitano della gendarmeria papale muore nonagenario, dopo aver trascorso decenni da recluso, a seguito della presa di Roma. Era forse l’ultimo rappresentante della piccola borghesia della Stato pontificio. Era arrivato quasi imberbe a Roma, inserito nel corpo di guardia dietro raccomandazione di un barbiere del suo paese, che lo aveva accolto nella capitale e raccomandato perché trovava rassicurante e calzante al ruolo il fatto che non sapesse leggere e che scrivesse quel tanto da vergare la propria firma se necessario… Mussolini è al potere da 5 anni, l’opposizione è totalmente sparita, dispersa, esiliata, uccisa, ora più che mai il regime ha bisogno di nemici;dai pochi sopravvissuti come Alvaro si chiedono dichiarazioni sul proprio passato… La consapevolezza di “avere giuocata la vita” sin dalla giovinezza è molto forte, Alvaro decide di scansarsi, farsi piccolo nella speranza di passare inosservato… William Ford ha emesso un bando per gli italiani che vogliano fare cinema in America, le vetrine dei fotografi sono piene di foto, ma quelle femminile hanno i volti coperti da quadrati neri, i giornali inveiscono contro “la compravendita di carne della nostra razza” e chiedono al regime di bloccare l’iniziativa… Due città Corrado prende in considerazione per un eventuale esilio: Parigi che con la sua capacità di vita ingegnosa, la sua provvisorietà lui considera una Napoli riuscita, e Berlino, dove lo riceve un assessore del Comune e ascoltata la sua storia di perseguitato dal fascismo, gli assicura che “da loro, in Germania, cose come il fascismo, la dittatura, non possono accadere”. A Berlino passeggia con un Pirandello borghese sommesso avvolto nei suoi gilet chiusi, frequentando di tanto in tanto intellettuali italiani e tedeschi e facendosi vedere nei ristoranti italiani… I meridionali inventano favole sulla loro vita che in realtà ne è disadorna… A chi del meridione osa narrare le piaghe e le miserie vengono mosse le accuse più terribili di tradimento e insensibilità alla bellezza del paesaggio… La sofferenza crudele degli agnelli a Pasqua… La democratica conquista della bellezza per le donne… La nuova classe politica che con l’andare del ventennio finisce per soppiantare quella che “tutto sommato aveva conosciuto il liberalismo e la democrazia” non ha alle spalle che fascismo; la differenza attuale tra le generazioni è quella che esiste tra animali nati liberi e animali nati in cattività… La Germania dichiara guerra convinta di vincerla in otto mesi, lui registra la propria certezza che la perderà… A due anni dalla fine della guerra la potenza clericale si dispiega in tutto il suo potenziale, “si sente che cancellerà l’Italia dal novero delle nazioni attive”, i liberali e i comunisti hanno lasciato ogni pretesa di laicità, i prelati si aggirano per Montecitorio come in una terra di conquista…

Quasi una vita ha posto sin dal suo apparire nel 1950 problemi di definizioni. Lo stesso Corrado Alvaro nell’Avvertenza scrive: “La gente come me […] non ha una favola di vita. Perciò questo libro non è né un’autobiografia né un diario. Era una raccolta di appunti che dovevano servire […] per le opere, i saggi, i racconti che avrei scritto”. Il libro, vincitore del Premio Strega nel 1951, mette insieme venti anni di quaderni segreti, che hanno custodito pensieri, riflessioni, spunti narrativi, dell’autore dal 1927 al 1947. Se il titolo non fosse già “preso”, potremmo definirlo uno zibaldone di pensieri. Scorrerne i brevi, fulminei paragrafi è come sfogliare un album che custodisca istantanee di famiglia, pensieri intimissimi, centinaia di incipit per potenziali, bellissimi racconti e romanzi, curiosi ritagli di cronaca, spunti per saggi di costume o di socio-politica. Ci sono le amare, spesso sardoniche considerazioni sulle donne, la lucida osservazione dei suoi conterranei e la consapevolezza dei limiti del meridionalismo sussiegoso e paternalista, l’analisi graffiante di popoli e costumi italiani e stranieri, la capacità di cogliere in ciascuno peculiarità e complessità e fissarle su carta conferendo loro la tridimensionalità che solo “un grande reportagista”, come lo definisce Nino Borsellino nella prefazione all’edizione del 1994, riesce a conferire alle proprie cronache. Sono particolarmente numerose le osservazioni sul regime fascista e la sua meschinità, sul senso di insicurezza con cui Alvaro ha continuato a lavorare pur se avversato e attaccato da giornali collaterali al regime, anche se le osservazioni su Mussolini sono sporadiche e in qualche modo aneddotiche, bonariamente beffarde: è un pavido che ama pavoneggiarsi in ardite imprese fisiche, ma al mare si tuffa solo dove è sicuro di toccare, è “curioso di tutti” e chiacchiera con tutti, riservando ad Alvaro quella che i suoi detrattori definiscono una sorta di benevolenza ispirata dalla curiosità. Alvaro, pur essendo stato firmatario del contro manifesto di Croce e non avendo mai rinnegato il proprio antifascismo, come dice egli stesso in più occasioni, ha cercato “di trarre a salvamento morale e fisico la [sua] esistenza in un’epoca che tutti consociamo”. Vi sono nascosti nel ventennio di pagine dell’opera, in nuce, molti rimandi ad opere future che spesso si ricavano per giustapposizione, come nel caso della dittatura fascista e del claustrofobico scenario de L’uomo è forte che dà corpo al più grande incubo del dopoguerra, messo su carta da Alvaro prima ancora che Orwell lo proponesse a sua volta in 1984, ossia, lo spettro del totalitarismo comunista. Si chiude il libro incantati e sopraffatti dalla quantità di immagini, stimoli sensoriali, spunti di riflessione, ma, soprattutto con un senso di rimpianto per le storie che non hanno visto la luce per i bozzetti appena accennati che non attingeranno mai alla qualità di opere compiute, per gli schizzi, i personaggi che poche righe sono bastate a fissare per sempre nella nostra mente e che non trapasseranno mai dal regno del potenziale a quello della letteratura “alta”.



0
 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER