Quattro dopo mezzanotte

Quattro dopo mezzanotte

Per Brian Engle, pilota d’aerei civili, è arrivato il momento di vestire i panni del passeggero e raggiungere Boston. La sua ex moglie, Anne, è passata a miglior vita e, nonostante i rapporti fisiologicamente allentatisi, egli è fortemente sconvolto.  Sul volo Los Angeles-Boston della American Pride tutti attendono la partenza e già non vedono l’ora di atterrare. Ognuno ha mille e più buone ragioni per far sì che il volo duri il meno possibile. Brian si addormenta faticosamente ma un brutto sogno funesta il  suo già precario riposo. Il risveglio però sarà ancora più inquietante:  i passeggeri sono quasi tutti scomparsi e l’aereo è ancora in volo… Lo scrittore Morton Rainey è svegliato di soprassalto dalla voce di un tizio. Il soggetto in questione, tale John Shooter, forte accento del Sud e cappello nero ben calcato sulla testa, ripete come una nenia sempre la stessa frase: “Lei ha rubato la mia storia”. Morton non crede alle sue orecchie; quel bifolco è arrivato dritto dritto dal Mississippi per rivendicare la paternità del racconto Stagione di semina che, secondo lui, sarebbe stato copiato dal suo Finestra segreta, giardino segreto…

Quattro dopo mezzanotte, uscito per la prima volta nel 1990, è una raccolta di quattro racconti lunghi divisi simmetricamente in due volumi che mostra un King in stato di grazia, capace di creare architetture fantastiche e orrorifiche partendo da semplici spunti quotidiani. È l’immagine di una donna che appoggia la mano su un finestrino dal vetro incrinato ad aver fornito la scintilla per I langolieri, il primo racconto che, a tutt’oggi, rappresenta una delle vette espressive dello scrittore statunitense. La storia dei passeggeri del volo 29, intrappolati tra passato e futuro e alle prese con dinamiche impreviste in un contesto di pericoloso straniamento è un autentico gioiellino di suspense. L’attesa dei langolieri, bizzarre e feroci creature che si nutrono di tempo, tiene costantemente alta la tensione del lettore fino a un epilogo sorprendente e commovente. La situazione non muta con Finestra segreta, giardino segreto (da cui è stato tratto il film Secret Window, con un ottimo Johnny Depp), altra perla della produzione kinghiana in cui il confine tra sanità e follia diviene talmente labile da non riuscire più a distinguere i piani della storia. Rispetto alla matrice prettamente fantastica de I langolieri, qui si toccano le corde del thriller psicologico con un King abilissimo a dosare il pathos narrativo fino a un epilogo, anche in questo caso, inaspettato. Agevolato dalla giusta lunghezza di entrambi i racconti, l’autore originario del Maine non indugia mai in tempi morti e la narrazione risulta sempre affilata come una lama di rasoio e pronta a riservare repentini colpi di scena. Ancora oggi, a distanza di anni, una delle prove migliori del Re.



 

 

 

 
 
 
 

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