Quel giorno sulla Luna

Quel giorno sulla Luna

Cape Kennedy, giugno 1969. Il “razzo ciclopico” che trasporterà, per la prima volta, degli uomini sulla Luna è pronto: l’altezza è pari a quella di un grattacielo di trentasei piani, la torre che lo sostiene è altrettanto enorme, tutto intorno è deserto, il boato che risuona al momento del lancio è qualcosa di indescrivibile, “ti senti quasi offeso nelle tue dimensioni umane”. I tre prescelti per la missione sono un ingegnere elettronico e due ufficiali dell’aviazione, Armstrong, Aldrin e Collins, tre uomini comuni, anzi, anche un po’ mediocri sotto alcuni punti di vista, il cui carattere freddo e calcolatore apparentemente poco si addice allo sbarco sul satellite più romantico di sempre, teatro di incontri teneri, leit-motiv di poesie o canzoni strappalacrime, stereotipo, insomma, di qualsivoglia sdolcinatezza o sentimentalismo. In realtà proprio per questa freddezza sono arrivati a questo punto, poiché forse gli unici in grado di affrontare un tale incarico con la giusta dose di distacco. Responsabile di questa scelta è Deke Slayton, capo degli astronauti, dotato della medesima freddezza degli altri tre, ma purtroppo impossibilitato a una qualsivoglia spedizione spaziale da un difetto cardiaco e rassegnato, quindi, a guardare la Luna da lontano e a coordinare il tutto dalla terra. I preparativi sono ferrei: tutto deve avvenire come è stato provato già infinite volte, poichè anche la minima infrazione potrebbe causare la rovina della missione. Il vestito “da palombari” che indosseranno, è in realtà una tuta pressurizzata di complessissima fatturazione, costituita da ventotto strati in plastica che consentono al corpo di funzionare senza problemi in quelle condizioni così particolari. Tutto pronto, pista di lancio: è il 16 luglio del 1969, il gran giorno è arrivato, l’uomo raggiungerà la luna…

Quel giorno sulla Luna è la cronaca dettagliatissima della storica missione lunare del 1969, dai preparativi, alla partenza, alle analisi successive. Come inviata del settimanale L’Europeo Oriana Fallaci trascorre un lungo periodo nella sede della Nasa a Houston e, successivamente, a Cape Kennedy, dove ha modo di conoscere da vicino i protagonisti di questo evento senza precedenti, annotandone pregi, difetti, vizi e particolarità. In questo libriccino c’è davvero tutto quello che qualsiasi curioso vorrebbe sapere sul famigerato Apollo 11: quanto è costata la missione, perché proprio Armstrong, Aldrin e Collins, com’erano vestiti, perfino cosa mangiavano o che si dicevano. Da buona reporter d’assalto, la Fallaci chiede, memorizza, scrive, ogni cosa. Ma alla precisione giornalistica unisce un talento innato per la narrazione: ironica e pungente come sempre, riesce a realizzare un’opera mai noiosa, dall’andamento cronachistico ma nello stesso tempo ricca di colpi di scena e osservazioni acute. Il resoconto di un avvenimento così straordinario diviene motivo portante di un saggio avvincente e dai toni a volte romanzeschi, con cui la Fallaci dimostra, ancora una volta, la sua capacità di fare della scrittura giornalistica letteratura a tutti gli effetti.



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