Quel vecchio asso nella manica

Quel vecchio asso nella manica
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Bob Dollar salta in macchina e si dirige da Denver verso l’area denominata Panhandle in cerca di terreni adatti all’allevamento di suini. Questo è ciò che i responsabili della Global Pork Rind si aspettano da lui e visto che a venticinque anni non ha ancora chiaro cosa vuole fare nella vita, qualunque lavoro va bene. Ha una buona cultura, ha letto tanti libri, è un asso con le parole crociate, ma a mancargli sono i soldi e senza quelli i ragazzi come lui, dopo il college, l’università se la sognano. Il viaggio è lungo, le strade dell’Oklahoma sterminate, il tempo per rimuginare tanto. All’età di otto anni i suoi genitori, Adam e Viola, lo hanno parcheggiato davanti allo squallido negozio di cianfrusaglie dello zio Tam e se ne sono andati. Forse in Alaska a costruire una nuova vita, forse sono impazziti e si sono dimenticati di lui, forse sono prigionieri di un criminale o li hanno portati via gli alieni. La sola cosa certa è che non sono mai tornati a prenderlo, nessuno dei parenti li ha più sentiti e la polizia allertata per scovarli non ha trovato tracce. Bob non appartiene a nessun posto, deve capire cosa vuole e trovare l’occasione adatta a lui. Zio Tam lo ha cresciuto, ma la miseria in cui hanno vissuto non è facile levarsela di dosso. I vestiti di seconda mano, la paura di entrare a scuola ed essere deriso, il cibo alla buona, la mancanza di tante cose. Dopo il diploma ha intrapreso ben cinque lavori, nulla di significativo, con nessuno si è accesa la scintilla e il suo titolo di studio non gli permette di ottenere incarichi decenti. Bob non sa nulla di maiali, sa solo che le costolette sono buone, ma tentare quella strada potrebbe portare qualcosa di positivo. Ha promesso che si sarebbe impegnato nella ricerca del terreno e avrebbe mandato un rapporto dettagliato ogni settimana e se c’è un insegnamento su cui zio Tam è stato chiaro è: “Fa’ in modo che la tua parola valga qualcosa”. Se non si possiedono che quella e l’intelligenza ci si deve arrangiare. Il viaggio non è piacevole, finire fuori strada fin troppo semplice e la gente da quelle parti ti guarda in modo strano, devi avere le scarpe giuste e il cappello giusto per non attirare l’attenzione. Si susseguono letti scomodi e stanze anguste per dormire, polvere e puzza di letame, raffiche di vento e afa, ma occorre tenere duro. Bob lo sa che la sua occasione lo aspetta, deve solo tenere gli occhi aperti e saperla riconoscere, è uno sveglio, uno che da bambino ha letto il Dizionario illustrato dei piccoli

La vita del giovane Bob è un’altalena di delusioni e aspettative. La sensazione di non appartenere a nulla e nessuno, di essere composto da frammenti che non si collegano tra loro perché mancano dei pezzi e la voglia di migliorare senza avere i mezzi per riuscirci. Inaspettatamente un lavoro accettato per caso gli dà la possibilità di esplorare sé stesso, confrontarsi con persone che al contrario di lui hanno messo radici profonde in una terra difficile e per nulla al mondo la lascerebbero. La zona del Panhandle – che racchiude le ventisei contee all’estremo nord del Texas – è una terra di frontiera in balia di intemperie e tracolli economici, ha visto crescere generazioni di allevatori a cui si sono col tempo sostituiti agricoltori, e tutto quello sfruttamento sta portando all’esaurimento il bacino idrico sotterraneo dell’Ogallala, un mare di acqua dolce che si estende fino a 300 metri in profondità e che diventa sempre più arduo raggiungere. La costruzione di un numero enorme di mulini a vento e il pompaggio delle acque rischia di inaridire la distesa dorata del Texas. L’arrivo del filo spinato e la chiusura dei pascoli ha condizionato il rapporto degli uomini col territorio. Annie Proulx ha ambientato la narrazione in un villaggio immaginario, Woolybucket, con i dintorni animati da numerose fattorie, campi coltivati e balli di contea. Lo sceriffo Hugh Dough pattuglia la zona col suo piglio severo, il Klan è ricordato come un romantico gruppo di bravi uomini impegnati a mantenere l’ordine e il petrolio è l’ago della bilancia tra benessere e miseria. Il linguaggio sempre ricco di similitudini, le descrizioni di luoghi selvaggi e uomini e donne che hanno lottato per conquistare la loro zolla di terra, fanno di questo romanzo un pezzo di storia del Texas. Frutto di una ricerca puntigliosa come è prassi della Proulx. E il titolo è un bel gioco di parole dedicato a uno dei personaggi più incredibili a cui abbia dato vita, ma per scoprirlo non vi resta che leggere questa epopea texana, ricca di spunti storici, cowboy, donne caparbie e amore viscerale per la terra e la vita.



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