Quell’appuntamento segreto a Parigi

Quell’appuntamento segreto a Parigi

Un quadro, esposto nel Museo d’Orsay e visto per caso da Marlene, in visita a Parigi per il suo anniversario di matrimonio, le sconvolge la vita. La donna ritorna nella città che ama e dalla quale manca dai tempi dell’Università. Con Jean Louis, suo marito, le cose non vanno benissimo e Marlene si prende del tempo per girare Parigi da sola. Proprio uno di questi giri la porta al Museo dove in un dipinto di medie dimensioni si ritrova ritratta in uno splendido abito. Il titolo è Dopo il ballo, la data è 1939 e lo stesso pittore è morto prima che lei nascesse, ma sulla tela c’è il suo ritratto, i suoi lineamenti, i suoi capelli, persino il neo che ha vicino al sopracciglio sinistro. Scopre così, piano piano, dell’esistenza di Vianne Renard, di Saint Florent, la sua prozia, sorella gemella del nonno paterno, di cui la famiglia ha perso volontariamente le tracce, perché considerata uno scandalo negli Anni Trenta. Vianne avrebbe voluto continuare a studiare, ma suo padre riteneva che non fosse necessario per una donna. Vianne avrebbe voluto diventare una botanica, ma tutto il suo studio da autodidatta e il materiale catalogato nei momenti liberi dal negozio di famiglia, come appassionata del settore, viene distrutto da un cugino un po’ troppo invadente. Vianne avrebbe voluto andare a lavorare all’Istituto Botanico del Museo nazionale di Storia naturale di Parigi con la benedizione della sua famiglia, ma va, invece, nella Ville Lumière per fare la lavandaia, di nascosto, con un unico legame con le sue origini costituito da uno scambio epistolare con la madre che non accettò mai i suoi inviti a Parigi e che, soprattutto, non la invitò mai a fare ritorno a casa, nemmeno per le feste...

Intrigante romanzo, quello di Caroline Bernard, soprattutto nella scelta di utilizzare un quadro per sviluppare la sua storia, che fino all’ultima pagina continua a inserire tasselli chiarificatori, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione della vita di Vianne, complessa e non certo facile, ma che spesso si interseca con quella di Marlene e della sua famiglia, come è ovvio, ma che sicuramente non risparmia colpi di scena. Nella vita di Vianne c'è anche la Seconda guerra mondiale a far da sfondo, il nazismo, la persecuzione degli ebrei e i campi di concentramento e soprattutto il coraggio di una donna che è quasi un omaggio al coraggio di tante donne che in quell’epoca si occuparono di assistere, soccorrere, nascondere e anche proteggere molte persone in fuga, inforcando una bicicletta che le conducevano in luoghi nascosti, spesso in zone impervie delle montagne. Donne che hanno sofferto la fame, che hanno potuto permettersi poco, ma che si sono sempre rimboccate le maniche e hanno fatto come Vianne che pur di vivere a Parigi, inseguendo i suoi sogni, si rovinava le mani facendo la lavandaia, mentre nella sua famiglia di commercianti (una barbieria con rivendita di spezie e articoli per la casa) avrebbe fatto tutt’altra vita. E quel bel vestito, indossato per essere ritratta nel quadro, altro non è che un prestito, anche se il nome del dipinto fa immaginare ai visitatori del Museo d'Orsay tutt’altra storia.



 

 

 
 
 
 

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