Quella sottile affinità

Quella sottile affinità
Anna arriva di notte, apre la porta, si muove a tentoni nel buio totale, riconosce l'odore di cera e di vacanze. La campagna è il posto ideale per preparare gli esami di Medicina. Suzanne le ha lasciato scritto che ha sistemato per lei la camera della mamma. Le lenzuola con le iniziali intrecciate pesano piacevolmente sul corpo. Aveva quattordici anni quando in un incidente è morta sua madre Marie. Dopo sei anni si ritrova lì da sola, a guardare tra le sue cose, a leggere lettere e pensieri. Su alcuni fogli Marie aveva scritto di avere quarantanove anni, la stessa età di H. quando si erano conosciuti, lei allora era una diciassettenne impaurita dalla vita e H. le era sembrato tanto vecchio quanto lei stessa nell'animo, perciò si era buttata tra le sue braccia senza esitazione. Marie aveva scritto per non telefonare, per non parlare con la moglie, per non sentire dalla sua voce insopportabilmente dolce il racconto della morte di H. come se non avesse saputo che lei era la sua “ex Lolita decaduta”, come se Marie non lo avesse conosciuto molto bene, come se la morte di H. avesse rimesso ogni cosa in ordine...
Florence Noiville ha dichiarato che con questo romanzo ha voluto ri-raccontare la storia di Vladimir Nabokov dal punto di vista di Lolita, una fanciulla consapevole e determinata a costruire la relazione con il suo professore. L'intento è di rompere il tabù e dimostrare che ci può essere una storia d'amore profonda e sincera anche tra una giovanissima e un uomo con trentadue anni in più. Brevi capitoli che alternano gli scritti della madre e i pensieri della figlia, ma alla fine tutto è detto nelle prime pagine. Una trama ripetitiva, esile, in cui le parole di Marie sono palesemente rivolte non al signor H. e nemmeno alla figlia, ma a un lettore estraneo per cui ricostruire pedantemente la vicenda e a cui giustificare il proprio comportamento. Mentre quelle di Anna comunicano solo in modo vago ciò che la spinge a scoprire di più su questa relazione di dominio pubblico e sul misterioso signor H. che potrebbe essere suo padre. La storia non risponde all'intento annunciato, tanto meno aiutano le approfondite ricerche di neurobiologia che l'autrice dice di aver fatto per capire meglio i meccanismi dell'innamoramento. Una lettura atona.

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