Quelle belle ragazze

Quelle belle ragazze

Claire ha sposato Paul, un architetto di successo, che non manca di farla sentire importante, fra cene di lusso e attenzioni di ogni tipo. Ma ciò non basta per evirale attese snervanti nel corso dei loro appuntamenti serali. Una volta, mentre lo aspetta in un ristorante di Atlanta, apprende dalla televisione la notizia della scomparsa di una bellissima ragazza, sedicenne, bianca e appartenente alla classe media, vittima di circostanze oscure. Di lì a poco, lei e Paul sono vittime di un agguato da parte di un misterioso killer. Paul rimane brutalmente ucciso, ma la sua morte è l’occasione dell’incontro fra Claire e sua sorella Lydia, con cui non ha rapporti da anni, segnati da un muro di mutismo. Lydia ha ben altro quotidiano rispetto alla sorella, dividendosi fra l’onere di educare la figlia, le ristrettezze economiche e il rapporto con un uomo con precedenti penali. Oltre alla morte di Paul, è proprio la vicenda della scomparsa della sedicenne annunciata dai media che le fa riavvicinare, perché rievoca in loro il travaglio della sciagura che le ha colpite anni prima: la perdita, in circostanze analoghe, della loro sorella maggiore Julia…

Giunti all’ultima pagina di Quelle belle ragazze si avverte una sorta di dolore ovattato, quello a ben pensarci tipico di chi non ha trovato pieno conforto nella scoperta definitiva della verità. Un sigillo finale degno di un thriller eccellente, frutto della scaltrezza narrativa di Karin Slaughter, capace di tessere le trame di una storia semplice e avvincente, con cambi di ritmo spiazzanti quanto certe finte pazzesche di Michael Jordan sotto canestro e soprattutto con una dose di autoironia, sostanziantesi di espliciti riferimenti di totemica importanza: uno fra i tanti, quello a Il silenzio degli innocenti. Una effettistica letteraria di caratura, con un dosaggio lessicale degno della secchezza sontuosa di un whisky di classe, cui si aggiunge l’espediente incisivo dell’intreccio fra le pagine espositive e quelle diaristi che, che lasciano spazio all’escavazione interiore, una trovata che è la vera chiave di questo thriller assolutamente credibile, nel quale la fusione della torbidezza dei fatti criminosi e la sofferenza dei vissuti dei protagonisti ricorda a tratti le indecifrabili atmosfere di Twin Peaks.

 

 


 

 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER