Quelli che restano

Quelli che restano
Chess è un ex sbirro della polizia di Parigi con la passione per il jazz. Lo hanno congedato un po' perché l'età cominciava a farsi sentire, un po' perché era arrivato il momento di iniziare a riguardarsi per via del cancro che gli hanno diagnosticato. Ma Chess se ne sbatte e continua a bere e a fumare. In questo momento è seduto dentro un ristorante etnico con Duke, un suo vecchio collega che gli racconta dell'ultimo episodio di corruzione di cui è venuto a conoscenza: tre pezzi grossi del dipartimento si sono infilati in tasca mezzo milione di franchi. Chess ritorna a casa ma non resterà solo ancora per molto. Fortune, un vecchio magnaccia, lo va a trovare per proporgli un affare: una borsa piena di soldi per scoprire l'assassino che ha brutalmente ucciso una delle sue ragazze. Ma la polizia sta facendo di tutto per insabbiare le indagini...
Hugues Pagan sin dalla prima pagina punta la canna della sua pistola dritta nella schiena del lettore, costringendolo ad andare avanti fino alla fine. Bar fumosi, sassofoni malinconici, donne mozzafiato, delitti efferati e nessuno di cui ci si possa veramente fidare: sono questi gli ingredienti che compongono questo bell'esempio di romanzo noir, secondo episodio della trilogia dedicata all'ex piedipiatti di Parigi. Chess è il prototipo del vecchio poliziotto cinico, vero Humphrey Bogart parigino che è riuscito a fare delle sue dolorose esperienze una fonte di forza e di saggezza. E' lui a parlarci in prima persona. Attraverso il suo sguardo disilluso osserviamo una realtà cruda e violenta, dove non c'è nessun confine tra il bene e il male, tra il mondo della criminalità e quello della giustizia. Con i suoi occhi guardiamo tutti gli altri personaggi, che l'autore costruisce con dovizia e attenzione. Hugues Pagan, con una prosa asciutta e un ritmo veloce, con dialoghi perfettamente calibrati e toni cinematografici, descrive una Parigi che ha smesso di credere nella giustizia. Al punto da non crederci più nemmeno il protagonista, pronto anche lui a passare in qualsiasi momento sopra la legge, e a sentire il sax di Lester Young, ovviamente.

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