Quello che conta

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Melegnano, provincia di Milano, autunno 1952. Giuseppe Radici è ragioniere nell’ufficio manodopera di una grande e longeva azienda metalmeccanica dotata di laboratorio chimico, falegnameria, officine meccaniche, e nella quale operai, elettricisti, muratori, idraulici e carpentieri possono essere periodicamente controllati da colleghi addetti attraverso lo “spoglio”: via tutti i vestiti e vediamo se hai rubato. Nell’ufficio di Radici durante una giornata lavorativa nella quale pause e intervalli sono scanditi da una sirena che risuona dappertutto, piove un’inesauribile e burocratica marea di carte, e la sua scrivania si ricopre di fogli e incombenze sulla contabilità dell’azienda sia verso lo Stato, sia verso i lavoratori. Si tratta di circolari dall’Istituto di previdenza o dall’Associazione industriali con i timbri e le note a mano del direttore generale che chiedono interpretazioni e/o chiarimenti, ma piovono anche denunce, e delazioni di dipendenti che riportano le infrazioni al regolamento interno da parte di altri dipendenti. Un pomeriggio un’operaia addetta al laminatoio subisce un infortunio che le schiaccia la mano destra tra i cilindri della macchina: è in seguito a questo incidente che Radici conosce Carolina Morandi, un’operaia che fa parte della commissione interna dei lavoratori...
Finalmente un libro che parla di lavoro. Come dice anche il sottotitolo, Quello che conta è “una storia di conflitti, d’amore e di lavoro”. L’autore Marco Denti, che in quarta di copertina è definito un “operaio della parola” e la cui scrittura conferma uno stile chiaro e distaccato, descrive la vita vera di un ragioniere italiano e dei suoi colleghi nell’arco di pochi mesi, all’inizio degli anni Cinquanta. Un Fantozzi in embrione, si potrebbe azzardare, ma il contesto è di vent’anni prima, quelli difficili e sanguinanti dopo il Ventennio e la Seconda Guerra mondiale. La guerra in Corea (1950-1953) dimostra che le guerre nel mondo non sono terminate affatto, e però i Paesi europei si uniscono in alleanze e patti. In più, in Italia la nuova legge elettorale voluta dal governo democristiano di De Gasperi - la cosiddetta “legge truffa” - scatena fortissime tensioni a ogni livello, proprio come nel romanzo di Denti. “In un mondo di sconfitti, una legge per i vincitori” riflette Giuseppe Radici, e le sue riflessioni sono utili per ricordare quegli anni che sembrano tanto lontani, ma è storia recente.

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