Quello che non sappiamo

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Ginger vive la propria esistenza barcamenandosi tra il lavoro, una vita che nasconde molti vuoti e un grande bisogno di amore che monopolizza le sue giornate e i suoi pensieri. La vita per lei è un susseguirsi sempre uguale di giornate, delusioni e storie d’amore che cessano prima ancora di nascere, di notti in camere d’albergo trascorse tra insonnia e bicchieri di vino, di chat con uomini che non conoscerà mai nel mondo reale. Almeno fino a quando un incontro misterioso non sconvolge la sua vita. Un giorno, infatti, riceve un’email da Paulo, un perfetto sconosciuto, che le urla contro tutta la rabbia per non aver ricevuto una consegna di prodotti da cucina, prodotti che l’uomo dice di aver acquistato da lei. Ginger sta per cancellare l’email credendo che si tratti di uno scherzo quando, inaspettatamente, decide di rispondere. Paulo è un uomo misterioso che vive a Berlino, lavora come ristoratore e riesce, nonostante tutto, a sollecitare la sua curiosità. Un uomo che merita di essere conosciuto. Nasce così una relazione virtuale, serrata, fluviale, nella quale i due si ritrovano a parlare di tutto, delle loro vite, delle loro paure e frustrazioni, dei desideri che tengono custoditi nella parte più recondita dei loro cuori. Paul è gentile, a tratti romantico, sembra conoscere molto bene Ginger e i suoi bisogni, sa dedicarle parole gentili e di attenzione, salvo però sparire più volte e all’improvviso, senza preavviso, abbandonando Ginger alle sue insicurezze e alla sua fame d’amore per poi tornare e catturare di nuovo la sua attenzione come se nulla fosse. Ed è questo desiderio di essere amata sul serio che spinge la donna a volare fino a Berlino pur di conoscere l’uomo di cui non ha neanche visto il volto ma che nonostante tutto le si è conficcato nei pensieri. È un viaggio improvvisato che la lascerà delusa ma che accenderà in Ginger un interesse ancora più vivo e pressante e che le consentirà di arrivare a scoprire la verità su Paul, sui suoi segreti e sul suo ambiguo comportamento…

Quello che non sappiamo, terzo romanzo della firma culturale de “la Repubblica” Annarita Briganti dopo L’amore è una favola e Non chiedermi come sei nata, sempre per l’editore Cairo, sembra aver fatto proprio l’insegnamento del più importante sociologo del XXI secolo, Bauman, e dirci dunque come emozioni e sentimenti siano cose ben diverse perché mentre le prime sono labili, transitorie e improvvise, i secondi richiedono sacrifico, vicinanza, confronto e condivisione di vita, occhi dentro agli occhi, mano nella mano. Sentimenti è ciò che Ginger cerca ma emozioni è l’unica cosa che la vita sembra volerle consentire. La relazione tra Ginger è Paul, egregiamente messa in scena mediante un romanzo epistolare pienamente coerente con i caratteri comunicativi propri della contemporaneità, ci interroga sulla natura delle relazioni al tempo di internet e della tecnologia che sembra avvicinare le persone ma che sempre più spesso, invece, finisce per rendere difficile costruire rapporti autentici. Annarita Briganti conferma anche in questo nuovo romanzo di saper usare le parole come scudo contro la paura e il vuoto che caratterizza la dimensione umana nell’epoca della caducità e della transitorietà, epoca in cui tutto scorre velocemente e niente sembra volersi davvero fermare, mettere radici e crescere. Parole come richiesta di amore e di significato, come cerino capace di far divampare l’incendio della speranza e come strumento di resilienza. Perché se anche il mondo gira ogni giorno più velocemente lasciandoci disorientati e spaesati, le parole sanno ancora mantenerci ben ancorati alla terra.



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