Quello era l'anno

Quello era l'anno
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Danny Coughlin, agente della polizia di Boston, vive la sua carriera in un periodo storico travagliato. Nel 1918 la Prima guerra mondiale è agli sgoccioli, i reduci stanno tornando dal fronte europeo con l’influenza spagnola in tasca e la metropoli sulla costa est del New England è in subbuglio: si formano i primi sindacati, gli operai vengono rimpiazzati dai reduci dal fronte, l’agitazione politica è alle stelle, catalizzata dalle spinte del comunismo russo e dell’anarchismo bombarolo italiano. In questo scenario Danny cerca di svolgere la sua attività quotidiana, ma è inevitabile venire a contatto con le ideologie del blocco sovietico: il poliziotto inizierà così a frequentare le riunioni del Boston Social Club per costruire il primo sindacato di polizia americano, si intrufolerà come spia nei circoli anarchici per tentare di sventare la serie di attentati che stanno affliggendo la città e farà amicizia con un ragazzo nero, Luther Laurence, ex giocatore di baseball. In fuga dall’Oklahoma per aver ucciso un boss della malavita, Luther si rifà una vita come domestico e tuttofare in casa dei genitori di Danny, ma il colore della sua pelle e il suo passato macchiato di sangue gli faranno avere vita dura, dato che il padre e il padrino di Danny, il capitano Thomas Coughlin e il tenente Eddie Mc Kenna, non vedono di buon grado l’amicizia che si consolida tra i due. La situazione di complica quando di mezzo ci si mette una donna: Nora O’Shea, la domestica di cui Danny è segretamente innamorato...
Lehane ci aveva abituati a pagine che grondavano sangue, inseguimenti e casi da risolvere (uno per tutti il memorabile La morte non dimentica, base su cui Eastwood ha costruito e filmato il suo pluripremiato "Mystic River"). Con questo libro l’autore esce invece dal noir poliziesco e si getta nel romanzo tout court. La splendida descrizione della Boston di inizio secolo, le atmosfere di conflitto contro l’integrazione dei neri, le lotte per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori (incluse le forze dell’ordine) e non da ultimi i cameo che inseriscono nell’azione il campione di baseball americano Babe Ruth fanno di questo romanzo una testimonianza di come si possa costruire buona letteratura parlando di problemi sociali non troppo distanti dalla crisi degli ‘anni zero’. L’opera di Lehane è intrisa poi di amore per la sua città natale, e anche se il lettore non ha mai bazzicato per Copley Square o per Fenway Park, con queste seicento pagine di ottima narrativa americana contemporanea si sentirà per qualche istante fan dei Red Sox e della città del famoso Tea Party. La trama avvincente, gli intrighi delineati alla perfezione, lo scoppiettante finale e i personaggi che evolvono in maniera non banale confermano ancora una volta l’eccellenza della penna dell’autore nordamericano. Qualche produttore lungimirante ha probabilmente già comprato i diritti per quello che sarà il nuovo "Gangs of New York".

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