Quest’anno non scendo

Su un desk (una scrivania, ma per darsi un tono a Milano la chiamano così), Antonio Capaccio vede un fascicolo con il suo nome, la scrittura fitta e un solo post-it a scombinare tanto ordine. L’impassibile office manager (segretaria, sempre nello stile milanese) l’ha convocato per informarlo che dovrà parlare con in piani alti di un importante passo nella sua carriera: la firma del tanto atteso contratto a tempo indeterminato. L’obiettivo per tanti, il regalo che molti aspettano, quello che per la maggior parte delle persone sembra non arrivare mai. Suo padre gli ha sempre ripetuto che una volta ottenuto quell’attestato di stima deve solo non mollare mai, esattamente come lui fa da tanti anni con sua madre. Antonio è spiazzato. Riesce a malapena a riportare la notizia alla sua fidanzata Sara. Quello che lo turba è l’inizio di quel contratto: domani, il giorno seguente, senza alcun preavviso, soprattutto per chi lo aspetta per le feste a San Vito, piccolo paesino tra la Puglia e la Basilicata. Sua madre. Come dirle che non potrà partecipare ai grandi festeggiamenti? Quest’anno poi che il parroco le ha proposto il ruolo protagonista della processione nei panni santi di Santa Lucia? Chissà quando sarà la prossima volta che potrà scendere verso la Big Melon del sud, quello che in passato era il centro nevralgico dei trasporti del sud Italia verso il resto del paese. L’unica cosa da fare è telefonare e aspettarsi le terribili conseguenze. Per la madre, disperata al sentire quella novità, esiste soltanto una soluzione: prendere tutto e partire verso il Nord…

Lo stile a cui Casa Surace – una factory di video satirici che spopola su YouTube sui social network ‒ ci ha abituato in questi anni si ritrova nella loro prima opera scritta, che in realtà prima non è, considerando la mole di lavoro di scrittura che c’è dietro i loro video. Alcune idee sembrano prese da lì e per chi li segue non possono non venire in mente i volti di Nonna Rosetta, di Nonno Andrea o, più semplicemente, della mamma (che il più delle volte ha le fattezze della grande attrice napoletana Antonella Morea). Basta aver visto le reazioni alla provocazione “Mamma, quest’anno non scendo” in uno dei loro esperimenti sociali a rendersi conto di quanto questo fenomeno del web abbia davvero saputo raccontare un pezzo di Italia davvero importante. Quello, cioè, dello “scatolo da giù”, dei contenitori del gelato riciclati come recipienti di verdure cotte o piatti pronti per evitare la fame dell’universitario fuori sede, del “mangia, a mamma’ se no ti sciupi”, dei pranzi infiniti. In pratica, del Sud nei suoi lati positivi e in quelli negativi. Milano rimane il luogo dove si è costretti ad andare con un lacrima che scende ogni volta che si pensa al suo clima. Simone Petrella, Daniele Pugliese e Alessio Strazzullo, ovvero i tre artefici di questa casa di produzione dal successo virale, hanno saputo riportare sulla pagina quel mondo colorito e rumoroso, da cui in tanti cercano di stare lontani, ma che poi fa parte non solo delle proprie radici ma anche del proprio cuore. I personaggi sono ben delimitati, anche quelli secondari, e la narrazione è fluida. Ovviamente, coloro che non hanno perso neanche una delle loro storie e che sono il target – usando un’altra parola cara al milanese imbruttito – di questo romanzo, potranno avere la forte sensazione che qualcosa non sia del tutto originale.



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