Queste donne

Queste donne

La corriera si ferma ansante, per ripartire ha bisogno della spinta dei passeggeri. Lina scende e prosegue a piedi, casa sua dista poco, tanto che il gatto di casa, Micio, le corre incontro nel buio della sera e l’accompagna silenzioso. Una camomilla calda per liberarsi dal freddo e dal mal di testa e poi si rifugia nel tepore del letto. Al mattino quando esce per andare a scuola, la nebbia è fitta. Sulla statale s’incontra con l’amica Alba e proseguono insieme. In classe c’è aria di novità, Anna si è fidanzata con Marco, il rampollo del più grosso industriale della zona, e tra due mesi si sposeranno. Anna ha sedici anni, le mostra l’anellino con i brillanti e le racconta come e quando Marco, che di anni ne ha ventotto, le ha chiesto di sposarla. Lisa è combattuta pensa che sedici anni siano veramente pochi per sposarsi e dall’altra si sente come una cenerentola che non troverà mai il suo principe azzurro, perché il suo corpo non è procace come le bellissime ragazze che si vedono sui settimanali. I due mesi passano in fretta e il giorno del matrimonio di Anna sono tutte frementi strette nelle panche della chiesa in attesa dell’arrivo degli sposi…

Queste donne è il romanzo di esordio di Lina Vannini, pittrice e scultrice che ha ricevuto premi e riconoscimenti anche fuori dall’Italia, che si è cimentata nella scrittura a ben settantanove anni. È sicuramente un atto di coraggio mettersi alla prova con una nuova tipologia di arte quando si ha già raggiunto una buona reputazione in altri campi, denota voglia di sperimentare cose nuove di affrontare nuove sfide e disponibilità a mettersi in discussione. Un po’ come anche la protagonista del romanzo, che sembra essere l’alter ego dell’autrice. Anche lo stile utilizzato nella narrazione ricorda un racconto autobiografico, non indugia nella presentazione e approfondimento di Lisa o degli altri personaggi, non sviluppa gli eventi, la sig.ra Vannini presenta semplicemente dei fatti e le loro conseguenze, con salti temporali vertiginosi in cui si perdono le tracce della vita e delle trasformazioni della protagonista, che sono date per scontate, o riassunte con brevi e laconiche frasi. Ogni pagina, infatti, sembra il riassunto raccontato di una vita lunga e densa di avvenimenti dolorosi, di grandi gioie, di momenti difficili o belli che precedono il vero argomento del libro, così il lettore aspetta invano che arrivi il momento in cui la narrazione troverà il suo centro e finalmente sia svelato il tema di Queste donne. Ma non succede. Non succede perché è un po’ come ascoltare i racconti della nonna di quando era giovane o sposa o donna matura, una nonna non racconta i sentimenti intimi legati a un determinato episodio, semmai motiva una scelta, spiega come funzionavano le cose ai suoi tempi, si nasconde dietro un sorrisino imbarazzato o un’alzata di spalla. Questa donna, Lisa o Lina che sia, ci accompagna in una passeggiata temporale che dagli anni cinquanta arriva fino ai nostri giorni senza svelare alcun segreto.



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