Questi sono i nomi

Questi sono i nomi
Autunno, fine degli anni Settanta. Nella città di frontiera Michailopoli Pontus Beg realizza di non essere il vecchio che sognava da bambino: misurato, prudente, capace di affrontare con calma qualsiasi tempesta. Ha solo cinquantatré anni, ma già ne riconosce i segni, come il sonno sempre più inaffidabile e l'accavallamento di un nervo della schiena che ha reso il suo piede sinistro freddo: si comincia sempre a morire dai piedi! Pontus osserva il temporale che illumina il labirinto degli orti e lo spazio sconfinato della steppa. Sente la domestica tossire in camera da letto, è la notte della settimana che rimane con lui, quando è sicura di non essere fertile, perché Zita vuole un figlio, ma solo dal suo fidanzato... Dietro una bassa duna di sabbia, cinque uomini, una donna e un ragazzo sono accovacciati sotto il temporale, congelati dal freddo, coi vestiti fradici, aspettano la fine di una notte interminabile. "Basta proseguire verso ovest" aveva detto l'uomo molto tempo prima, quando la siccità aveva fatto da padrona e ogni mattina avevano leccato la rugiada dal telo steso per quello scopo...
Tommy Wieringa costruisce il suo romanzo a più livelli, il filo conduttore è il libro dell'Esodo, che inizia proprio con il versetto "Questi sono i nomi...", la più antica storia di migranti. Due narrazioni parallele: uno sparuto gruppo di profughi ridotti alla fame che vaga nella steppa nel tentativo di raggiungere un futuro migliore e il commissario Pontus Beg che inizia un viaggio interiore alla ricerca della verità. La città è il punto d'incontro, dove i colori cupi del racconto acquistano le sfumature del giallo poliziesco: c'è un delitto su cui il commissario deve indagare. Un romanzo inquietante che mette insieme estremi della realtà, che parla di fratellanza e ferocia, di morte e vita, di ingenuità e astuzia. Lo stile narrativo è al tempo stesso tenebroso e poetico, provocatorio e conciliante. Wieringa parla del dolore di vivere e di come mantenersi aperti alla comprensione dell'altro, senza alcuna retorica posa lo sguardo sul passato per scoprire il presente.

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