Questo è il mio sangue

Questo è il mio sangue

Da che mondo è mondo, ogni donna, ogni mese, per qualche decennio, ha le mestruazioni, in qualsiasi modo le si possano chiamare. Èvero, il nome è un po’ astruso, suona male, ma tanto non c’è pericolo: l’hanno sempre chiamate in mille modi diversi e ogni lingua di questo pianeta ha trovato il suo. Oggi, con una diversa aspettativa di vita, l’età fertile delle donne (e cioè con mestruazioni mensili) rappresenta circa un quarantennio, ma nonostante non solo si siano allungati i tempi ma anche le conoscenze siano state di gran lunga ampliate rispetto al Medioevo, il ciclo mestruale resta comunque un tabù. E soprattutto è oggetto di superstizione, credenze, leggende, stereotipi e reticenze, anche solo a nominarlo. In realtà le mestruazioni comportano solo disagio e a volte anche dolore intenso per le donne, ma in nome di questo tabù sono state loro impedite un sacco di azioni, vincoli che oggi per fortuna vanno sparendo, perché senza alcun fondamento, come votare o essere elette, assumere responsabilità politiche o religiose, cacciare, occuparsi e quindi toccare le piante nel periodo del ciclo, o fare il pane o un miliardo di altre quotidianità che, a detta degli uomini, sarebbero andate male, comportando guai, malanni e problemi. E proprio a causa di tutto questo le donne sono spesso oggetto di battute di cattivo gusto che, purtroppo, non diminuiscono con l’ampliarsi delle conoscenze, come cattive abitudini difficili da eliminare. E proprio perché le mestruazioni sono un tabù, oggi “si vendono alle donne tamponi interni e assorbenti impregnati di diossina e di profumo tossico”...

Il saggio della giornalista francese Elise Thiébaut è divertente, ironico, provocatorio, ricco, anzi ricchissimo di curiosità, pillole di saggezza, esempi, ricordi, che sono anche frutto di una scrupolosa ricerca e architettati in modo da farci scoprire moltissimo in termini di usi e costumi di altri Paesi. Scherzare sul tabù che circonda l’argomento mestruazioni è un modo per ridicolizzare chi proprio non riesce a farci i conti, così come, per evitare “quella parola”, si sono inventati di tutto, nomi ed espressioni diverse che non solo fanno sorridere, ma a volte lasciano proprio senza parole. Quasi come le superstizioni che insistono sul tema... A parte “regole”, “ciclo”, “le mie cose”, sapere che negli Anni Settanta in Francia, si definivano “lo sbarco degli inglesi” e solo perché i soldati britannici vestivano uniforme rosse è davvero emblematico, così come “l’Armata rossa” e soprattutto, udite udite, “la Ferrari è davanti alla porta”, espressione molto amata in Olanda, insieme al “momento dei siluri” se si usano tamponi interni. Ma questi sono soltanto alcuni esempi curiosi, mentre l’autrice spazia dalla medicina alla mitologia, dalla religione all’arte, alla storia (anche contemporanea con Putin e le Pussy Riot), tra una curiosità e un approfondimento, un sorriso e una (a volte) malcelata rabbia di come sia ancora tutto così condizionante, sotto molti punti di vista. E così scopriamo un tweet del 2015 di un’artista nota con il nome di Charlie: “Immagina se gli uomini fossero disgustati dallo stupro come lo sono dalle mestruazioni”... Già, proviamo a immaginare!



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