Qui accadono cose strane

Qui accadono cose strane
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In un caffè di Buenos Aires due poveracci notano una borsa abbandonata, e col batticuore riescono a prendersela: uscendo trovano anche una giacca lasciata su un'auto in sosta. Una giornata fortunata? La paura inizia a divorarli... Una strana forma di commercio prende piede in città: la vendita di scarpe sfilate a cadaveri di dissidenti abbandonati...  La visione fugace di una donna bellissima accompagnata dal suo autista – forse una diva del cinema - spinge due tizi a uno spericolato inseguimento automobilistico che finisce tragicamente... Una ragazza palpeggiata su un autobus decide di passare al contrattacco col suo giovane molestatore... Un benpensante protesta vibratamente al telefono con la filiale argentina della URU (Unlimited Rapes United) perché sul giornale non ha trovato notizia di stupri efferati: colpa delle donne che non oppongono più resistenza come una volta, pare... Due bambine sono terrorizzate e al tempo stesso attratte da un misterioso individuo che uccide animali e forse persone e probabilmente sottopone le sue vittime a feroci violenze di natura sessuale: chi sarà mai costui? Sorpresa...
“Aquí no ha pasado nada” era lo slogan preferito di chi a metà degli anni '70 tentava – per cattiva coscienza ma anche per un innocente meccanismo di difesa e rimozione – di negare la deriva autoritaria e violenta che dopo la frana del peronismo stava per sfociare negli orrori della dittatura argentina. “Aquí pasan cosas raras”, rispondeva profeticamente nel 1975 Luisa Valenzuela con questa raccolta di racconti che uniscono con spiccata originalità la denuncia sociale – magari mediata da simboli e spunti surreali – tipica di certa letteratura latinoamericana in generale e argentina in particolare a una satira puntuta, un umorismo spettrale. E allora ecco la passione per il guizzo teatrale che in una frase ribalta un racconto intero e ci apre prospettive inattese, ecco lo sberleffo al potente di turno, ecco il lazzo che mette in crisi istituzioni politiche e culturali, familiari e morali, ecco l'erotismo più sfacciato e ilare come arma di sovversione. Una galleria di tante figure assurde e inquietanti (i racconti – alcuni brevissimi – sono ben 30) che ci restituiscono il senso di una Buenos Aires sull'orlo del collasso, percorsa da un'isteria elettrica e da paranoie velenose mentre all'orizzonte incombe una nuvola nera gonfia di pioggia e di morte.

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