The Quick ‒ Misteri, vampiri e sale da tè

The Quick ‒ Misteri, vampiri e sale da tè
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Aiskew Hall è una vasta tenuta adagiata tra le umide campagne inglesi. È lì che sono cresciuti James e Charlotte, presto orfani e costretti a rinunciare agli agi dell’infanzia: ora lui andrà a scuola, mentre la sorella trascorrerà l’adolescenza nel piccolo cottage in compagnia della balia. Niente più cacce al tesoro né scorribande esplorative in giardino, il tempo scorre in fretta e l’infanzia si dilegua in un soffio di vento gelido. E così quando il James ormai adulto che aspira a fare lo scrittore ritorna, non ha forse più nulla in comune con il bambino che Charlotte conosceva. Ora abita in due stanze in affitto a Londra, insieme a un insolito coinquilino che fa le ore piccole ogni notte, tale Christopher Paige. James e Christopher sono due spiriti affini che scoprono di amarsi, e sotto la luce grigiastra della bigotta Londra di Dorian Gray la loro passione si consuma in segreto, al riparo da occhi indiscreti. Poi, una notte come tante, la luna esangue appuntata in un cielo senza stelle, uno sconosciuto affonda i denti acuminati nel collo di Paige, e presto James precipita in un abisso di tenebra, avvolto in una nebbia in cui non sa districare né tempo né spazio, senza sapere se ci sarà risveglio…

Un’intrigante Londra vittoriana ospita un club molto esclusivo chiamato “Ægolius”: è lì che all’insaputa di buona parte dei londinesi e fin dal settecento o forse ancora prima, si riuniscono insoliti personaggi che un tempo erano umani. Quando un circolo di gentiluomini in giacca e gilet si rivela essere un’oscura società di vampiri, la trama di The Quick imbocca un corso inatteso, abbandonando il ritmo lento e carico di malinconia delle prime pagine, per sprofondare nei meandri più oscuri di una piccola setta di non morti. Ma anche tra coloro che hanno preferito l’immortalità all’umano respiro vigono delle regole: la trasformazione in vampiro ‒ quella che chiamano “scambio” ‒ deve essere consensuale, una sorta di contratto che vincola entrambe le parti. Eppure James viene trasformato senza aver dato alcun consenso, sarà Charlotte a mettersi sulle sue tracce insieme ai cacciatori Adeline e Shadwell, abbandonando il riparo sicuro dello Yorkshire per trasferirsi nella vibrante Londra. Quella di Lauren Owen è una scrittura paziente e sofisticata, che sa d’altri tempi a tratti, e rende l’atmosfera cupa e inquietante come si addice a una storia in cui le morti che si susseguono hanno origini soprannaturali. Una Londra fumosa in cui ombre senz’anima si aggirano di notte a caccia di prede umane, fa da sfondo suggestivo alle vicende dei due fratelli. Un fantasy gotico adatto a un pubblico adulto, e che rispetto ai “confratelli” del genere mostra il lato meno accattivante del vampiro. L’opera prima dell’ex studentessa di Oxford ha un sapore insolito che resta sulla punta della lingua, e l’ambientazione ottocentesca si sposa al racconto horror-vampiresco, come le londinesi tartine al cetriolo al tè delle cinque! Con le dita appiccicose che sfogliano le pagine non ci resta che gustarlo, questo romanzo dall’accento demodé, che profuma di liscivia.



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