Quinto round

Quinto round

Roma. Undici morti: è il sanguinoso bilancio di quello che la stampa ha definito “il capodanno di sangue”. Nella notte di San Silvestro, per le strade della capitale si è compiuta una strage e la polizia brancola ancora nel buio, nonostante i numerosi arresti effettuati. Ma il commissario Avitabile ha ancora una carta da giocare; una flebile speranza a cui aggrapparsi: Igor Ilic Padorin, uno che durante quelle notte si è salvato per miracolo. Un infiltrato che ora giace sul letto di un ospedale a causa delle numerose ferite subite; un urka siberiano che ha militato negli Spetsnaz, i famigerati reparti speciali russi. Ora Padorin ha due scelte: “morire” e sparire in un luogo lontano con una nuova identità o risorgere e tornare in pista. Nel frattempo, dopo quella notte qualcosa è cambiato negli equilibri della criminalità romana. I casertani sono stati fatti fuori e dei due boss della cupola capitolina uno, Decio, è stato ammazzato e l’altro, Tony, arrestato. Così ora c’è da capire chi comanderà a Roma. C’è la supervisione della mafia siciliana; ci sono i calabresi, don Rino e don Gennaro. E poi ci sono i cinesi, guidati dall’enigmatico Chen, che tutti conoscono come Ottavio. Sarà proprio lui ad organizzare, su un ring improvvisato in un hangar fatiscente, un incontro clandestino di boxe tra il suo campione, l’italiano Cassius, e “il Negro”, un bestione di due metri per un quintale di muscoli e cattiveria, portato dai calabresi. Un combattimento senza regole in cui vince chi rimane in vita; una lotta senza esclusione di colpi. Cinque round che cambieranno il destino di tutti…

Dopo Una notte sbagliata, torna lo scrittore e giornalista Gianluca Ales con un noir duro e spietato, che affonda le radici nelle acque torbide della criminalità romana. Quinto round parte proprio da quella notte in cui il tempo sembra essersi fermato per poi deflagrare in un istante, lasciando a terra undici cadaveri e un sottobosco malavitoso da ridisegnare, da rimpastare. Spinto al ritorno alla narrativa da Massimo Lugli e supportato da Giancarlo De Cataldo – due mostri sacri del noir ambientato a Roma – Ales costruisce una storia frammentata, franta da diverse microtrame che s’intrecciano, dando vita ad una struttura narrativa possente e corposa in cui convivono mafiosi, camorristi, spacciatori, poliziotti, infiltrati, prostitute, informatori, cinesi della triade e piccoli delinquenti di strada. Un’umanità che sembra galleggiare, fagocitata da una città tentacolare la cui unica regola è quella di non avere regole. E in questa fauna spiccano le personalità del commissario Avitabile, un poliziotto vecchia maniera che ha sacrificato tutto per il suo lavoro, anche la sua famiglia; di Padorin, che ricorda da vicino, come lo stesso autore conferma, il Kolia di Nicolai Lilin; dell’algida Lian, la donna di Ottavio; di Cassius, un ex puglie assoldato dalla mafia cinese. Quinto round, dunque, si rivela un romanzo corale, che punta sulla forza dei suoi personaggi, divisi tra “buoni” ,“cattivi” e quelli che fluttuano in una perenne zona grigia di delinquenza e legalità. La forza della scrittura di Ales sta ancora una volta nel disegnare uno scenario maledettamente aderente alla realtà, in cui cronaca e finzione narrativa si amalgamano alla perfezione dando vita ad un noir potente e intrigante, condito da un finale che spiazza e che ribalta tutte le consapevolezze acquisite. In attesa di un altro round.



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