Rabbia

Futuro prossimo. La popolazione è segregata temporalmente, nel senso che le fasce più povere e gli emarginati sono 'notturni', cioè sono costretti tramite coprifuoco a lavorare, uscire di casa e in definitiva vivere solo di notte. La droga più diffusa è il 'picco', cioè la trascrizione neuronale di un'esperienza sensoriale, che si può rivivere quando si vuole downloadandola nel cervello tramite una porta simile a quelle USB. Lo sport in ascesa? Sicuramente il party-crashing, una sorta di autoscontro su strade vere durante il quale si organizzano inseguimenti e tamponamenti 'a tema' regolati da complessissimi punteggi. In un quadro così articolato, figurati se a qualcuno importa qualcosa di uno sputo di cittadina di campagna come Middleton, con il suo sex tornado, un vento talmente forte che scoperchia i bidoni della spazzatura e fa volare in aria tamponi vaginali, salvaslip e assorbenti, inseguiti da branchi di cani randagi eccitati dall'odore di sangue e di umori. Però se a Middleton nasce e cresce un tipo come Buster 'Rant' Casey, le cose cambiano. Perché Buster sin da ragazzo si fa notare per alcune incredibili bravate: prima, rastrellando cantine e granai della cittadina, raccoglie una enorme quantità di antiche monete che mette in circolo tra i bambini della comunità - come una sorta di fatina dei denti terrorista - causando una violenta inflazione e bizzarre anomalie di mercato (tutti i negozi a vendere giocattoli e caramelle, e i beni di prima necessità chi se ne frega); poi inscena macabri scherzi con frattaglie animali. E le cose non cambiano con l'adolescenza, anzi: Buster innanzitutto è un mago del party-crashing, secondo poi è in grado di dire a una ragazza cosa ha mangiato a pranzo o a cena solo assaporandone gli umori vaginali (capacità quasi soprannaturale assai gettonata dalle sue concittadine), inoltre ha una morbosa fascinazione per i ragni, i serpenti e qualsiasi animale velenoso, e passa il tempo facendosi mordere, tanto che quando la nonna muore fulminata dal veleno di una vedova nera, non pochi sospettano di lui. Ma l'impresa più memorabile resta l'epidemia di rabbia scatenata nella popolazione dei notturni mediante trasmissione sessuale, che dà il via a sommosse politiche e sociali represse con violenza dal regime: è proprio allora che Buster scompare senza lasciare traccia durante una convulsa notte di party-crashing. Allora la vita di Buster 'Rant' Casey diventa improvvisamente d'interesse nazionale, e alcuni misteri saltano subito agli occhi: perché suo padre Chester è così simile a lui? Cosa significano le voci insistenti di viaggi nel tempo tramite party-crashing? E' vero che non si tratta di un semplice sport apocalittico ma di un rituale attraverso il quale ci si purifica, rigenera, ricrea diventando quasi degli dei?
Sfrenata originalità e archetipi di genere convivono gomito a gomito nell'ultima follia, l'ultimo capolavoro di Chuck Palahniuk: un romanzo costituito esclusivamente di testimonianze (tutte assolutamente soggettive, non sempre credibili e a tratti persino contraddittorie, peraltro), nello stesso stile 'orale' - per ammissione dello stesso autore - di altre recenti biografie, ad esempio Capote di George Plimpton, Edie di Jean Stein e Lexicon Devil di Brendan Mullen. La prosa spiazzante e innamorata dell'assurdo di Palahniuk mantiene la consueta forza nonostante l'esperimento stilistico, e anzi ne guadagna in freschezza mentre frulla in un mix micidiale suggestioni di necrocultura automobilistica jamesdeaniana (una sorta di Crash di James Ballard, ma più anarco-insurrezionalista che feticista), richiami agli stilemi del cinema di zombi/epidemie, paradossi temporali e rimasticature cyberpunk. Indubbio merito del libro anche l'affrontare un tema poco o nulla esplorato malgrado il suo morboso fascino come la rabbia, patologia tanto sottovalutata quanto letale. Bizzarro come dalla quarta di copertina tutti gli elementi fantascientifici del plot siano stati chirurgicamente asportati, tanto che il lettore di frontespizi, creatura come è noto timida, ingenua e facilmente raggirabile - potrebbe ragionevolmente dedurre di trovarsi di fronte a un thriller - per quanto atipico - con per protagonista un serial killer (!?). Penitenza anche per il traduttore Matteo Colombo, comunque quasi impeccabile: scrivere 100 volte alla lavagna 'feromoni', senza r.

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