Racconti abissali

Racconti abissali
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 
Un uomo è in stazione, deve partire, la sua valigia pesa come un macigno... Folgorato dalla bella vita di Troia, Ulisse sceglie di non fare ritorno ad Itaca... Due individui assistono ad un naufragio, ma quando si avvicinano per prestare aiuto... Quando un uomo bussa alla porta dei suoi chiassosi vicini per chiedergli di fare più piano, questi gli riservano una macabra accoglienza... Durante un progetto scolastico un bambino, per errore o per casualità, genera la vita da una palla di argilla... Una donna è intenta a preparare con cura ed amore una cenetta romantica per il suo uomo, ma quando questi ritorna...
Difficile cercare di riassumere una poesia. Si può parafrasare, raccontare, spiegare. Ma non riassumere, perché ne esce fuori qualcosa di incredibilmente arido e spento, spesso persino più lungo della poesia stessa. Con i ventiquattro Racconti abissali funziona più o meno allo stesso modo. Impossibile riassumere la loro perfezione senza intaccarla. Stefano Brugnolo, docente di Teoria della Letteratura all'Università di Pisa, ha coniato per la prosa di Olgoso, maestro della letteratura spagnola contemporanea, l'etichetta “minimalismo fantastico”. Anche se parlare di minimalismo è un po' riduttivo: i racconti che compongono la raccolta sono a dir poco essenziali. Le parole non vengono mai a caso. Studiate fin nei minimi dettagli, scricchiolano, schioccano, frustano. Creano favolosi giochi di luci ed ombre, lasciano pennellate fulminee. Il risultato è a dir poco strabiliante, la prosa scorre nitida, veloce e immediata. Ma non per questo facile. Perché oltre che minimalisti, i racconti di Olgoso sono anche fantastici. E questo complica tutto. Non a caso il grande narratore spagnolo è considerato il re della patafisica - per chi non ne avesse mai sentito parlare, scienza delle soluzioni immaginarie - e di soluzioni immaginare ne trova davvero infinite. I racconti non si assomigliano mai, i punti di vista cambiano di continuo, la sintassi gioca con se stessa generando storie nuove, insolite, a volte persino circolari. Si arriva tutto d'un fiato alla fine di ogni racconto e poi si rimane spiazzati. Spesso è necessaria una rilettura. Perché di senso ce n'è più d'uno, o a volte neanche c'è, o è solo Olgoso che si prende gioco del lettore inventando cose assurde, che poi, a pensarci bene, tanto assurde non sono mica, o forse sì, chissà. Siska ha pubblicato il libro in e-book. Scelta felice, perché per alcuni racconti l'autore consiglia l'ascolto di determinate musiche di sottofondo, e il formato elettronico facilita l'accesso a tali brani. I racconti sono intervallati da cinque tavole illustrate da Vanessa Cazzagon. Stupende, abissali pure quelle, nel senso che non si riesce a vederne il fondo, si cerca, ci si scervella, ma non se ne viene mai a capo. Come i racconti, appunto. Forse Buzzati, Kafka, Borges e Cortázar sarebbero riusciti a cavarci fuori qualcosa.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER