Racconti da palco

Racconti da palco

Il cibo può essere un argomento di conversazione molto delicato. De gustibus, come si dice, ma non sarebbe neanche questo il problema. Perché se sei la madre di uno chef sardo esperto di cucina giapponese, allora cucinare per lui diventa un dramma, come sentirsi dire che il minestrone è la concassè di verdure... Sassari, un aprile caldissimo, quasi estivo. C’è Sandra, che non è né bella né brutta, non carne e non pesce, e che è stufa di stare sola, tanto che alla fine decide di iscriversi al sito di incontri Tinder. Sembra funzionare: c’è uno che si chiama Marco, pare interessato. E poi ci sei tu, che stai andando in città Per Scrittori da palco. Devi fare un lettura, ma sei in ritardo e non trovi parcheggio. E all’improvviso Sandra apre la porta della tua auto e ti dice: conosco io un posto qui vicino... Potrebbe sembrare una domanda sciocca, ma se vi chiedessero dove eravate quando avete mangiato la vostra prima insalata, sapreste cosa rispondere? Beh, qui c’è uno che lo sa e la risposta è: a trentuno anni compiuti, in compagnia di una collega, seduto a un tavolino da bar. Un’insalata particolare, con le noci e il grana e soprattutto con la tua collega che ti chiede: ti va di dividerla?... Non fumo da tre giorni. Sono nervoso, non lavoro, domani è ferragosto e Sassari è una città rovente. Potrei buttarmi dal terrazzo ma fa troppo caldo, oppure potrei guardare YouPorn, ma per oggi ho già battuto il record di visualizzazioni; magari potrei giocare con la Playstation. Ma c'è lei accanto a me. Che lavora e che, lavorando, mi fa vergognare della mia disoccupazione. Cosa potrei fare, allora? Ecco, potrei ucciderla…

Racconti da palco è una raccolta che riunisce prima di tutto autori sardi molto diversi tra loro, per età e formazione. Abbiamo tra gli altri una consigliera comunale, un disoccupato, un antropologo, un ex sindaco, alcuni giornalisti, un autore televisivo. E poi ci sono alcuni “intrusi” come Dente e Matteo B. Bianchi, sardi d’adozione e amici che si riuniscono dentro la cornice del festival letterario Sulla Terra Leggeri, diretto da Flavio e Paola Soriga, in collaborazione con Geppi Cucciari. Suddivisi in tre gruppi, come se le parole suonassero simili ai generi musicali Punk, Funky e Blues sotto le cui bandiere sono stati riuniti, questi sedici racconti brevi si ascoltano di gusto e tutto d’un fiato. Ogni autore ha la sua voce, il suo stile e il suo argomento, eppure alla fine l’amalgama è buono e funziona. Fatti apposta per letture da palco, schizzano via veloci come canzoni, con ritmo e brio. La lingua sarda di Lu magnà di li mariddi, ad esempio è un blues che si impara, basta averne voglia e dentro questi racconti si respira una Sardegna irriverente, divertente, cinica e ironica, lontana dalle cartoline della Costa Smeralda. Le si vuole bene, da subito, e ti verrebbe voglia di prendere posto, ai piedi del palco, e aspettare che il primo autore attacchi a leggere. Introdotti da Flavio Soriga, dopo la lettura, comprendiamo bene come siano l’amore per la scrittura e la passione per la lettura a muovere questi autori, felici di dare e ricevere con le proprie storie.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER